La Giunta regionale del Veneto ha ufficialmente avviato, il 14 ottobre 2026 a Venezia, un innovativo percorso volto a potenziare il personale sanitario regionale. L'iniziativa mira a reclutare, accogliere e formare infermieri provenienti dall'estero, integrandoli nelle strutture sanitarie del territorio. La fase pilota di questa strategia prenderà il via nella provincia di Belluno, concentrandosi inizialmente sui canali di collaborazione con l'Argentina e il Brasile meridionale. La scelta di questi paesi è motivata dalla consolidata presenza di comunità e associazioni con radici venete, elementi che possono favorire un più agevole inserimento e integrazione del nuovo personale.

Il progetto, definito come un'importante sperimentazione per l'Ulss 1 Dolomiti, vede la partecipazione di un'ampia rete di attori istituzionali e associativi. Tra i soggetti coinvolti figurano la Regione stessa, la Prefettura di Belluno, la Provincia, i Comuni di Belluno e Feltre, il Consorzio Bim Piave Belluno, Ater Belluno, l'Università di Padova, l'Ordine degli infermieri di Belluno e l'Associazione Bellunesi nel Mondo. Questo ampio partenariato è stato concepito per affrontare in modo organico tutte le sfide legate all'inserimento di personale straniero.

Il percorso delineato è strutturato in diverse fasi cruciali. Prevede innanzitutto un'approfondita analisi dei fabbisogni professionali e organizzativi delle strutture sanitarie.

Successivamente, si procederà all'individuazione dei più efficaci canali di reclutamento e alla costruzione di specifici percorsi formativi. Un'attenzione particolare sarà dedicata alla predisposizione di condizioni abitative, logistiche, linguistiche e relazionali adeguate, essenziali per favorire un'integrazione completa e sostenibile del personale infermieristico.

Il protocollo per la sperimentazione nel Bellunese

Lo schema di protocollo, recentemente approvato dalla Regione, stabilisce una solida cornice di collaborazione. Questo accordo strategico unisce istituzioni, il sistema sanitario locale, enti territoriali, l'università e le realtà associative, creando una sinergia fondamentale per il successo del progetto.

Il programma valuta l'adozione di due strade complementari per l'inserimento del personale: da un lato, l'assunzione di infermieri già in possesso di una formazione professionale riconosciuta; dall'altro, lo sviluppo di percorsi universitari e formativi integrati, in collaborazione con atenei esteri. In quest'ultima prospettiva, un ruolo centrale sarà svolto dall'Università di Padova, con un coinvolgimento specifico della sede del corso di laurea in Infermieristica a Feltre.

Il protocollo ha una durata triennale, con la possibilità di essere rinnovato al termine del periodo. È importante sottolineare che, nella sua fase di approvazione iniziale, il documento non prevede oneri finanziari diretti a carico delle parti coinvolte.

Eventuali interventi operativi e gli impegni economici necessari per l'attuazione del progetto saranno definiti attraverso atti successivi e specifici. La prima fase di questa iniziativa è interamente dedicata al reclutamento e alla formazione degli infermieri. Tuttavia, il modello potrebbe essere esteso in futuro: eventuali passaggi ulteriori potrebbero riguardare altri profili dell'area socio-sanitaria, con particolare attenzione agli operatori socio-sanitari. Questa espansione avverrà solo dopo ulteriori approfondimenti tecnici e sempre nel pieno rispetto del quadro normativo nazionale e regionale vigente.

Reclutamento, formazione e accoglienza

Il percorso regionale per l'inserimento degli infermieri stranieri è stato concepito per essere il più completo possibile, coprendo ogni aspetto critico.

Include la verifica delle professionalità dei candidati, garantendo che le competenze siano allineate agli standard richiesti. Un elemento fondamentale è la formazione linguistica, indispensabile per una comunicazione efficace nell'ambiente lavorativo e sociale. Sarà inoltre previsto un sistema di tutoraggio, per supportare i nuovi arrivati durante la fase di inserimento. Infine, grande attenzione sarà posta alle condizioni di accoglienza, per assicurare un ambiente favorevole e inclusivo. L'assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa, ha evidenziato la gravità della situazione, definendo la carenza di infermieri “una questione negli".