Dopo 683 settimane consecutive al vertice del ranking Tiger Woods non è più il numero uno del golf mondiale. L'americano, 38 anni, è stato infatti spodestato dal 33enne Adam Scott, secondo australiano nella storia di questo sport dopo Greg Norman (che negli Anni '80 e '90 rimase in testa per 331 settimane) a salire sul gradino più alto della classifica. Per "la Tigre" si tratta dell'ennesima doccia gelata da cinque anni a questa parte.

Prima il burrascoso divorzio dalla moglie, Eli Nordegren, che nel novembre 2009 lo costrinse a ritirarsi per cinque mesi dalle scene e gli fece perdere molti dei suoi sponsor (Woods è il primo atleta ad aver oltrepassato il miliardo di dollari di guadagni fra vittorie nei tornei e accordi commerciali), poi il ricovero in una clinica dell'Arizona per disintossicarsi dalla dipendenza dal sesso.

Infine l'operazione alla schiena a cui ha dovuto sottoporsi il 31 marzo scorso dopo il ritiro dall'Honda Classic per colpa - sostengono gli addetti ai lavori fra cui Hank Haney, suo coach dal 2004 al 2010 - dell'eccessiva massa muscolare (la sua passione per i pesi è cosa nota). Morale della favola: lo statunitense non tornerà sul green prima dell'Open Championship previsto a luglio, anche se a leggere quanto egli ha recentemente scritto sul suo sito Internet è probabile che i tempi saranno più lunghi del previsto.

"Sono sempre in sintonia con i medici e li ascolto", ha messo nero su bianco Woods, "ma la verità è che il processo non sta andando bene e che sento ancora molto dolore". Il sogno di Tiger è quello di battere il record di Major vinti nella storia del golf attualmente detenuto dal suo connazionale Jack Nicklaus, ritiratosi nel 2005, che fra il 1962 e il 1986 ha totalizzato 18 trionfi.

Woods è fermo a 14 e dal 2008, anno in cui ha vinto lo US Open, è fermo al palo. Un'impresa che si preannuncia difficile se non impossibile.

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