La spettacolare tappa di domenica scorsa della Vuelta Espana non smette di far discutere. L’attacco in partenza di Nairo Quintana e Alberto Contador ha generato una situazione senza precedenti nel ciclismo moderno, con il gruppo sparpagliato in mille pezzi e le squadre completamente disperse. Alla fine più di metà dei corridori sono arrivati largamente fuori tempo massimo, una situazione che a termini di regolamento avrebbe decretato la loro esclusione dalla corsa. La giuria ha invece deciso di chiudere un occhio scatenando mille polemiche.

Vuelta Espana, 93 corridori fuori tempo massimo

La tappa che arrivava ad Aramon Formigal è stata del tutto eccezionale. Subito è partito un attacco a sorpresa con la Movistar e la Tinkoff impegnate a fondo per far prendere il largo a Quintana e Contador. La corsa è esplosa, con le squadre che si sono trovate disorganizzate e impreparate. Chris Froome è rimasto in una seconda parte del gruppo ad inseguire i diretti rivali per la classifica generale, ma senza nessun compagno di squadra. Gli altri uomini del Team Sky si sono fatti sorprendere nelle retrovie e lì hanno annaspato per tutta la tappa insieme a decine di altri corridori.

La corsa non ha avuto nessuna pausa tra gli uomini al comando che hanno imposto un ritmo forsennato.

Molti dei corridori che sono rimasti attardati hanno completamente mollato e così si è formato un ultimo gruppo particolarmente numeroso, ben 93 uomini, che ha raggiunto il traguardo con 53 minuti di distacco dal vincitore Gianluca Brambilla. Un distacco davvero impressionante pensando che si trattava di una tappa di appena 118 km, e che la dice lunga sull’eccezionalità dell’andamento della corsa. Tutti questi 93 corridori avrebbero dovuto finire lì la loro Vuelta Espana, visto che il tempo massimo previsto per concludere la tappa era di circa mezz’ora di distacco dal vincitore. Tra i 93 figuravano tutti i compagni di squadra di Froome, che avrebbe dovuto dunque correre perfettamente isolato le ultime tappe della Vuelta Espana.

Ma la giuria ha deciso diversamente, riammettendo in corsa tutti i 93 corridori finiti fuori tempo massimo, spiegando che vedere solo 71 corridori in gara avrebbe dato un’immagine negativa del ciclismo.

La decisione ovviamente ha lasciato molte perplessità, ed anche Chris Froome non l’ha approvata pur avendone tratto dei benefici. “Penso che la regola del tempo massimo si sarebbe dovuta applicare. La decisione spetta alla giuria ma se esiste questa regola ci sarà un motivo” ha commentato Froome in conferenza stampa.