La tragedia della morte di michele scarponi ha accompagnato tutta la stagione del ciclismo. A quasi sei mesi dall’improvvisa scomparsa del campione marchigiano non passa corsa senza che i suoi compagno lo ricordino con dediche e pensieri speciali. La sua morte ha lasciato un trauma profondo nella famiglia ma anche nel mondo del ciclismo. La presenza di Scarponi era una di quelle più forti in mezzo al gruppo: era amico di tutti, umile e generoso, sempre con il sorriso e la battuta pronta. Ora, dopo quasi sei mesi dal quel terribile 22 aprile sta emergendo una realtà nuova sulle cause che hanno portato all’incidente.

L’addio a Scarponi

Era la mattina del 22 aprile, una giornata di allenamento come tante altre. Michele Scarponi era appena tornato a casa, a Filottrano, dal Tour of the Alps dove aveva vinto la tappa di Innsbruck. Il marchigiano era pronto agli ultimi giorni di preparazione in vista del Giro d’Italia in cui sarebbe dovuto essere il leader della Astana al posto dell’infortunato Fabio Aru. Appena dopo essere uscito di casa per l’allenamento però Scarponi è stato travolto da un furgone che si è immesso, senza dare la precedenza, sulla strada che il corridore stava percorrendo. L’impatto è stato terribile e per Scarponi non c’è stato niente da fare. A guidare quel furgone era un 57enne, un carpentiere compaesano del corridore.

Una nuova versione

Tra poco si aprirà il processo al carpentiere per la morte di Scarponi. Secondo quanto riferito da Tuttobiciweb l’uomo avrebbe cambiato la sua versione dei fatti, ammettendo in maniera più netta la propria responsabilità. In un primo momento aveva dichiarato di non essersi accorto del sopraggiungere di Scarponi a causa di un riflesso del sole. Ora invece avrebbe ammesso di essersi distratto guardando un video sul suo smartphone, un errore comune quanto grave sulle nostre strade e per il quale il povero Scarponi ha pagato con la vita. L’accusa finora di omicidio colposo potrebbe quindi aggravarsi.

Scarponi era passato professionista nel 2002 con la Acqua e Sapone, correndo poi anche per Domina Vacanze, Liberty Seguros, Androni, Lampre ed Astana.

Nel suo palmares spicca il Giro d’Italia vinto a tavolino nel 2011 dopo la squalifica di Contador, tre tappe alla corsa rosa, altre ad una Tirreno Adriatico e ad un Giro di Catalogna. la sua ultima corsa è stata il Tour of the Alps, concluso appena il giorno prima del tragico incidente.