Tra i tanti motivi di interesse del Giro delle Fiandre di domani, domenica 1° aprile, ce n’è uno davvero speciale. Dopo tanti anni un campione dei grandi giri torna ad una classica del pavè con ambizioni vere, almeno per poter essere considerato una mina vagante della corsa. Quel campione è ovviamente Vincenzo Nibali, reduce dallo storico trionfo nella Milano Sanremo. Nibali sarà al via del Giro delle fiandre per la prima volta in carriera, ed anche senza un’esperienza specifica in questa corsa sono in molti a pensare che sarà ugualmente tra i grandi protagonisti.

No al cambio elettronico

Vincenzo Nibali è arrivato nelle Fiandre giovedì sera e nella mattinata successiva ha scoperto una parte del percorso, pedalando sugli ultimi 70 chilometri della gara.

Dopo la ricognizione il campione e lo staff tecnico del Team Bahrain Merida hanno operato le scelte sui materiali.

Nibali pedalerà con il telaio Merida Scultura anziché sul Reacto usato alla Sanremo. Il campione ha deciso di continuare ad utilizzare i freni tradizionali e la trasmissione meccanica, anziché quella elettronica. Le corone saranno una classica 53 – 39 anteriore con una scala 11 – 25 posteriore. Già decisa anche la pressione dei tubolari, molto meno spinta rispetto alle altre corse proprio per assorbire le sollecitazioni del pavè. L’anteriore sarà gonfiato a 5,2 atmosfere, il posteriore a 5,6. Nibali ha scelto le ruote Fulcrum con un profilo da 40 millimetri, mentre per i tubolari si è optato per quelli con sezione da 26 millimetri.

Nibali: ‘Inventare qualcosa’

Dopo la ricognizione e le scelte sui materiali, Nibali è passato dalla consueta conferenza stampa della vigilia di ogni grande evento.

Il campione ha tenuto un profilo piuttosto basso, senza tuttavia nascondere il desiderio di essere protagonista e il fascino esercitato da una corsa come il Giro delle Fiandre. “Le mie condizioni sono buone, quindi forse sarò in grado di trovare lo spazio per inventare qualcosa, ma penso che al Fiandre puoi inventare ben poco”, ha ammesso Nibali, prima di sottolineare la sua mancanza di esperienza in questa corsa.

“Penso ci sia bisogno di conoscere una corsa come questa prima di lasciarti prendere dall’idea di inventarti qualcosa. Non è tanto una singola sezione ma l’intera sequenza di salite del finale a renderla difficile. Io dovrò fare affidamento sulla conoscenza del percorso che hanno i miei compagni di squadra”, ha aggiunto Nibali.

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