Sfreccia ancora, come un anno fa, Fabio Jakobsen sul traguardo della Scheldeprijs. La più facile e veloce delle classiche fiamminghe è stata ancora una volta appannaggio degli sprinter, ma dopo una corsa che ha riservato battaglia e sorprese già nelle fasi iniziali. Il vento ha spezzato più volte il gruppo nella prima parte di gara, segnata anche da diverse cadute. Nel finale ci ha provato tutto solo Edvald Boasson Hagen, ma il norvegese è stato raggiunto a 3 km dall’arrivo e allo sprint Jakobsen è stato nettamente superiore agli avversari.

Scheldeprijs, grande battaglia nelle prime ore

La Scheldeprijs, classica con un percorso in parte in Belgio e in parte in Olanda, si è corsa in una giornata limpida ma molto ventosa. Il tracciato, 203 km da Borsele a Schoten, presentava alcuni tratti con un pavè molto scorrevole, non certo quello visto al Giro delle Fiandre e tantomeno quello che i corridori affronteranno domenica prossima alla Parigi Roubaix.

Con questo percorso l’occasione era tutta per i velocisti, che hanno monopolizzato interamente l’albo d’oro negli anni scorsi.

La corsa non è stata però così semplice, soprattutto a causa del vento che ha spezzato il gruppo nelle fasi iniziali. Davanti sono rimasti prima una trentina di corridori, poi il plotone si è rinfoltito finchè la situazione è diventata più tranquilla e ne hanno approfittato per partire in fuga De Bondt e Van Goethem.

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I pericoli non sono comunque cessati, e in una caduta sono rimasti coinvolti due dei principali favoriti, il vincitore della scorsa edizione Fabio Jakobsen e il campione di Germania Pascal Ackermann, ripartiti dopo qualche decina di secondi.

Deludono Kittel e Greipel, super volata di Jakobsen

La fuga di De Bondt e Van Goethem non ha preoccupato il gruppo che li ha raggiunti a 13 km dall’arrivo, quando è partito al contrattacco Edvald Boasson Hagen, seguito da Taminiaux.

Il giovane belga non è poi riuscito a tenere il passo del ben più quotato norvegese. Le squadre dei velocisti hanno però fatto buona guardia e anche Boasson Hagen è stato costretto ad arrendersi a 3 km dall’arrivo. Nella sfida finale non è stato della partita Marcel Kittel, rimasto attardato nei chilometri finali per una caduta di altri corridori quando si trovava nelle posizioni di coda. Il tedesco ha mollato la presa dopo essere apparso tutti il giorno in affanno, soprattutto quando la corsa si è accesa per il vento, alimentando più di un dubbio sulla sua forma.

La Deceuninck Quickstep ha preso la guida del gruppo per pilotare Fabio Jakobsen, ma è rimasta con i soli Senechal e Morkov ad un paio di chilometri dall’arrivo e la situazione si è rimescolata quando Marco Haller ha anticipato lo sprint.

Jakobsen è sembrato rimanere chiuso, ma ha poi trovato il varco ed è partito con un’esplosività straordinaria doppiando Max Walscheid che ha chiuso al secondo posto. Terzo è arrivato Lawless, poi Hofstetter e Jans. Primo italiano Moschetti, decimo. È finito nelle retrovie Greipel, che quest’anno ha vinto solo una piccola corsa in Africa.

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