La pausa invernale del ciclismo professionistico ha portato con sé una serie di addii e partenze significative all’interno della squadra olandese Visma Lease a Bike. La formazione ha visto il ritiro di Fem Van Empel nel team femminile e di Simon Yates in quello maschile, oltre alle uscite di Dylan Van Baarle, Cian Uijtdebroeks e del tecnico Tim Heemskerk. Questi ultimi hanno sollevato critiche riguardo ai metodi di lavoro rigidi adottati dalla squadra, accendendo un dibattito sulla direzione futura del team.
'Se non ti piace fare la vita del monaco diventa complesso'
Tom Dumoulin, ex corridore della Visma e protagonista di un'uscita di scena controversa nel 2023, è intervenuto sul tema nel podcast "In de Waaier". La sua prima reazione alla sequenza di addii è stata di sorpresa: "Non ne sono più coinvolto. Non sappiamo esattamente cosa stia succedendo all'interno della squadra, cerco di evitare speculazioni, ma è sorprendente."
Soprattutto il ritiro di Simon Yates, vincitore dell'ultimo Giro d'Italia, ha suscitato interrogativi. "Ha partecipando al ritiro e poi ha deciso di smettere a gennaio. Non si fa così quando ci si diverte e si pedala con gioia. È difficile pensare che non sia riuscito a trovare motivazioni, nonostante la vittoria al Giro dell’anno scorso."
Dumoulin ritiene che alcune scelte della Visma si siano rivelate molto pesanti da assorbire per i corridori e che ala lunga potrebbero rivelarsi controproducenti.
"Se non ti piace vivere ogni giorno come un monaco, diventa complesso. Ho visto i filmati del ritiro di allenamento che la Visma ha fatto a Sierra Nevada. Sono andati tre settimane sulla neve a fare ore sui rulli... Ci sono sicuramente altre cose migliori da fare."
Dumoulin: 'Yates è un corridore indipendente'
Nonostante questi sviluppi negativi, Dumoulin non considera questa situazione come un punto di svolta critico per la Visma. "Credo che siano ancora leader in molti aspetti. Il loro approccio alla prestazione e alla vittoria è senza pari. Hanno una metodologia di allenamento che considero molto valida" ha commentato l'ex campione.
Tuttavia, pone l’accento su un aspetto cruciale: rimanere in equilibrio psicofisico senza sovraccaricarsi di attività che possano portare ad un burnout.
"Ci si dimentica che si tratta anche di divertirsi? Se a qualcuno non piace, si possono scrivere piani alimentari fino a impazzire, ma non si otterrà il massimo."
Dumoulin si è detto incuriosito dalle prossime mosse che sarà chiamata a fare la Visma. "Sono certamente un caso interessante. Stanno aprendo la strada con questo approccio strutturato, ma non è adatto a tutti. Sarà interessante vedere come evolveranno."
Rientra in questo discorso anche l’affermazione di Merijn Zeeman, che, quando Dumoulin ha lasciato la squadra, aveva dichiarato: "Non assumeremo più qualcuno come Tom. Non è adatto alla squadra che vogliamo essere." Una dichiarazione che evidenzia la difficoltà di conciliare personalità diverse con un modello di lavoro rigido.
Dumoulin nota che anche Van Baarle e Uijtdebroeks cercavano maggiore autonomia. "Yates è un altro esempio di corridore indipendente. Sarà interessante osservare se la squadra continuerà a ingaggiare atleti simili o se amplierà i propri parametri. Questo influenzerà sicuramente la presentazione della squadra."
In conclusione, Dumoulin invita a riflettere sulle future direzioni di Visma, un team che, pur non essendo composto da robot, opera all'interno di parametri piuttosto rigidi. "È uno sviluppo molto interessante da seguire," conclude.