Nella finale olimpica di hockey su ghiaccio, Stati Uniti e Canada si sono sfidati fino all’ultimo secondo del terzo tempo, con il punteggio fermo sull’1-1. La medaglia d’oro è stata decisa da un tempo supplementare di venti minuti, giocato con un portiere e tre giocatori di movimento per squadra, secondo la regola del golden goal: vince chi segna per primo.

Il nuovo formato dell’overtime olimpico

Il regolamento attuale prevede che, in caso di parità al termine dei tre tempi regolamentari, si disputi un tempo supplementare di venti minuti. La partita si conclude immediatamente non appena una delle due squadre segna, grazie alla regola del golden goal.

Questo formato, introdotto nel 2019, elimina la necessità dei tiri di rigore, assicurando che la vittoria venga determinata direttamente sul ghiaccio.

Un format che premia il gioco sul campo

Questo sistema, già adottato nelle finali olimpiche, evita la risoluzione della partita ai rigori e valorizza il confronto diretto tra le squadre. L’introduzione del golden goal in un overtime giocato a tre contro tre rende l’azione decisiva ancora più spettacolare e imprevedibile.

Contesto e confronto delle finali olimpiche

Nelle finali olimpiche di hockey su ghiaccio, il supplementare si gioca con la formula del golden goal, senza ricorrere ai rigori, e con tre giocatori di movimento per squadra sul ghiaccio. Questa formula prevede tempi supplementari fino al goal decisivo, senza l’ausilio dei tiri di rigore.