A Roma, in occasione degli Internazionali d’Italia, la tennista Aryna Sabalenka, attuale numero uno al mondo, ha ribadito con forza il suo profondo legame con la patria. La campionessa ha espresso un chiaro desiderio di rappresentare la Bielorussia nelle competizioni internazionali, in particolare alle Olimpiadi, con i simboli nazionali. "Rappresentare un piccolo paese come la Bielorussia alle Olimpiadi sarebbe un motivo di orgoglio, arrivare al livello più alto da un paese così piccolo è incredibile e sarei super orgogliosa di rappresentare la Bielorussia in competizioni così importanti.

Spero che la Wta possa restituirci le nostre bandiere il prima possibile" ha dichiarato Sabalenka.

Il ritorno degli atleti bielorussi sulla scena internazionale

Le dichiarazioni di Sabalenka si inseriscono in un momento cruciale per gli atleti bielorussi. Dopo un periodo in cui hanno partecipato alle competizioni internazionali esclusivamente come atleti neutrali, privi di bandiera e inno nazionali, si sta assistendo a un graduale recupero della loro visibilità. La recente decisione del Comitato Olimpico Internazionale ha infatti aperto nuove prospettive per il ripristino dei simboli nazionali nelle manifestazioni sportive più prestigiose.

La svolta del Comitato Olimpico Internazionale

Il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ha annunciato una significativa modifica delle sue raccomandazioni, non suggerendo più alcuna restrizione alla partecipazione degli atleti bielorussi, incluse le squadre nazionali, alle competizioni organizzate dalle federazioni internazionali e dagli enti sportivi.

Questa decisione, formalizzata il 7 maggio 2026, apre concretamente la strada alla possibilità per una delegazione bielorussa di prendere parte ai Giochi Olimpici di Los Angeles 2028 con la propria bandiera e il proprio inno nazionali. Ciò implicherebbe anche la loro inclusione nella cerimonia di apertura e nel medagliere ufficiale.

È importante sottolineare che la revoca di queste restrizioni non si estende agli atleti russi. Per questi ultimi, rimangono in vigore le limitazioni precedentemente imposte, principalmente a causa di questioni legate al sistema antidoping e alla sospensione del Comitato Olimpico Russo. Questa differenziazione conferma la posizione del CIO, che intende separare chiaramente la politica dallo sport, ribadendo il principio secondo cui la partecipazione degli atleti non dovrebbe essere penalizzata dalle azioni dei governi.