Max Verstappen ha concluso al quinto posto il Gran Premio di Miami, una gara movimentata e ricca di colpi di scena. Il pilota della Red Bull è stato protagonista di un episodio singolare già nelle prime fasi, che lo ha visto compiere un inatteso 360 gradi in pista.

La partenza ha visto Verstappen prendere il comando su Kimi Antonelli. Tuttavia, in ingresso di curva uno, l’olandese ha bloccato le ruote, finendo leggermente largo e offrendo a Charles Leclerc l’opportunità di un tentativo di sorpasso. Accelerando in uscita da curva due, Verstappen ha perso il controllo della vettura, eseguendo un testacoda completo che lo ha fatto scivolare in decima posizione.

Fortunatamente, la sua monoposto non ha riportato danni.

La manovra del 360 e la risalita

"Abbastanza movimentato! Ho perso il posteriore in curva due e ovviamente ho cercato di minimizzare la perdita di tempo facendo un 360. Pensavo di andare a sbattere, ma poi ho pensato: perché non fare un 360? Quindi, se la F1 non dovesse funzionare, posso sempre andare a fare rally!", ha commentato con autoironia Verstappen a fine gara. Dopo questa manovra spettacolare, il pilota della Red Bull ha effettuato un pit stop anticipato durante un periodo di safety car, una scelta strategica che gli ha permesso di risalire progressivamente la classifica fino alla quinta posizione finale.

Le sfide con le gomme e il duello con Russell

La gara di Verstappen è stata significativamente condizionata dalla gestione degli pneumatici. "Dopo quell’episodio, il passo non era male con le medie, ma appena sono passato alle dure è diventato tutto più difficile. Ora, a gara finita, è facile dirlo, ma probabilmente quel secondo stint è stato un po’ troppo lungo. Almeno ho potuto battagliare un po’ di più con quelli davanti. Purtroppo, la gomma dura non sembrava funzionare bene per noi", ha spiegato il campione olandese, evidenziando le difficoltà incontrate con le gomme dure.

Nel finale, un duello acceso con George Russell ha animato gli ultimi giri, culminando in un leggero contatto tra le due monoposto.

"Penso che uscendo da curva uno lui abbia toccato la mia gomma posteriore, così credo abbia danneggiato leggermente l’ala anteriore. Fortunatamente non ho forato, ma può succedere. Non c’è nulla di sbagliato, non ha nulla a che vedere con la nostra storia passata", ha dichiarato Verstappen, minimizzando l’incidente e sottolineando la natura puramente agonistica dello scontro.

Le riserve sui regolamenti e i progressi della Red Bull

Nonostante una prestazione in crescita rispetto alle gare precedenti, Verstappen ha espresso alcune riserve sui regolamenti 2026 introdotti a Miami. "La mia macchina va un po’ meglio, ma quello che ho detto prima sui regolamenti resta valido… Bisogna ancora andare più piano in certi punti per essere più veloci dopo, e non è quello che vorrei vedere.

Almeno la macchina è più guidabile, quindi è un po’ meno stressante", ha affermato, ribadendo la sua insoddisazione per un approccio che "punisce" la velocità in curva a favore della velocità sul rettilineo successivo.

Il periodo di safety car si è rivelato un fattore favorevole per il pilota: "Quando è uscita la safety car è stato perfetto perché ha ricompattato il gruppo sulle gomme medie. Non avevo nemmeno gravi piatti, quindi potevo continuare". Tuttavia, ha ribadito che il lungo stint con le gomme dure non ha funzionato per il team. In conclusione, Verstappen ha sottolineato che, sebbene siano stati fatti dei progressi, la Red Bull deve ancora lavorare per colmare il divario con i rivali e ottimizzare le prestazioni in ogni condizione di gara.