A metà strada del Giro d'Italia, Jonas Vingegaard mantiene una marcia costante e senza intoppi verso la vittoria finale. Nonostante non indossi ancora la maglia rosa, il corridore danese si trova nella posizione ideale per conquistare il prestigioso traguardo. Vingegaard ha superato anche l’undicesima tappa di Chiavari, caratterizzata da discese impegnative e un percorso tecnico.

'Le discese erano davvero difficili'

Intervistato da Eurosport Danimarca al termine della tappa di Chiavari, Vingegaard ha ammesso che la decisione sulle gomme ha rappresentato il suo principale grattacapo durante la giornata.

Il percorso finale, con discese sinuose dalla Colla dei Scioli e dal Cogorno, ha messo a dura prova la sicurezza in sella del corridore. «Certo, ero molto vigile», ha dichiarato Vingegaard. «Quelle discese erano davvero difficili. Ho sbagliato la scelta delle gomme oggi. Stavo correndo con gomme da cronometro e non mi sentivo sicuro con esse, anche se fortunatamente non sono slittato né ho avuto problemi».

Il danese ha definito la tappa come piuttosto impegnativa, ma ha sottolineato che con un'altimetria del genere era inevitabile aspettarsi difficoltà: «Ci è voluto molto tempo prima che la fuga si formasse e credo che tutte le squadre dei leader fossero abbastanza soddisfatte. Tutti volevano una giornata un po’ tranquilla, se così si può dire.

Penso che Ineos abbia preso il controllo del gruppo soprattutto per evitare che la fuga prendesse troppo vantaggio».

'Credo che la Ineos volesse solo difendersi'

Le parole di Vingegaard arrivano dopo i commenti di Geraint Thomas, DS della Ineos, che nel suo podcast aveva ipotizzato che il corridore danese fosse “fuori fase” in questo Giro, soprattutto dopo una prestazione relativamente sottotono nella cronometro della decima tappa a Massa. Thomas aveva persino suggerito che Vingegaard, come altri nel gruppo, potesse essere stato influenzato da qualche problema fisico.

Intanto, tra i pretendenti al podio, la cronometro di martedì ha visto spiccare Thymen Arensman, che ha guadagnato oltre un minuto su Vingegaard e si è portato al terzo posto della classifica generale, staccato di soli 1’30” dal favorito.

Al momento dell’azione di Ineos negli ultimi chilometri della tappa di Chiavari, si era ipotizzato che la squadra britannica volesse mettere pressione su Vingegaard. Tuttavia, il corridore danese ha escluso questa possibilità: «Non direi che avessero intenzione di mettere alla prova qualcuno, altrimenti il ritmo sarebbe stato più alto. Credo sia stato più un modo per difendersi».

Dopo la cronometro di Massa, Vingegaard aveva descritto la sua sensazione come «terribile», ma non ha riportato effetti negativi nel proseguo della gara, che ora si sposta verso nord, in Liguria. «In realtà mi sentivo abbastanza bene – ha aggiunto –. Le gambe rispondevano, anche se sappiamo che ci saranno altre tappe dure nella seconda parte del Giro.

Oggi è stata una frazione complicata, tutti hanno sofferto un po’, ma sono contento di come siamo riusciti a superarla».

Con questa determinazione Vingegaard continua la sua corsa verso la maglia rosa, consapevole che ogni dettaglio, dalla scelta delle gomme alle strategie di gara, potrà fare la differenza nelle prossime tappe del Giro d’Italia.