Il giorno successivo alla finale del Mondiale, il celebre attaccante Lionel Messi ha fatto ritorno in Argentina. Il suo viaggio, a bordo di un volo privato partito da Miami, si è concluso a Rosario, la sua città natale. Ad accompagnarlo c'erano la moglie, Antonela Roccuzzo, e i loro tre figli. Una volta atterrati, la famiglia si è diretta in auto verso un esclusivo complesso residenziale recintato a Funes, dove Messi possiede una residenza e dove è solito soggiornare durante i suoi periodi di riposo nella regione.

A differenza dell'accoglienza trionfale riservata alla squadra e allo staff tecnico guidato da Lionel Scaloni a Buenos Aires, dove migliaia di tifosi si sono riversati nelle strade per festeggiare, l'arrivo di Messi a Rosario è avvenuto in un'atmosfera di assoluta discrezione.

Non è stata organizzata alcuna festa d'accoglienza pubblica per il capitano della nazionale. Questa scelta, o la sua assenza, ha marcato un netto contrasto con l'entusiasmo collettivo che ha pervaso la capitale argentina.

Il campione dell'Inter Miami, visibilmente provato e profondamente commosso dopo l'esito della finale, ha condiviso un messaggio toccante sui suoi canali social. Nelle sue parole, ha espresso un sentimento di grande sofferenza: “il dolore è molto forte e costerà rimarginare questa ferita. Ma tengo anche tutte le cose belle…”. Questo sfogo ha rivelato la profondità della sua delusione, pur riconoscendo i momenti positivi vissuti durante il torneo.

Il futuro di Messi con la nazionale argentina

Il rientro in famiglia offre a Messi un momento cruciale per la riflessione sul suo futuro con la nazionale argentina. Le speculazioni riguardo la sua permanenza in maglia albiceleste si sono moltiplicate. Alcune voci hanno ipotizzato un possibile addio imminente alla selezione, suggerendo che la finale appena disputata potesse essere l'ultima apparizione del campione con la maglia della sua patria. Altre interpretazioni, invece, hanno alimentato il desiderio del capitano di continuare a vestire i colori della nazionale, puntando addirittura a partecipare ai Mondiali del 2030. In quell'anno, Messi avrebbe 43 anni e l'Argentina sarebbe una delle nazioni ospitanti per alcune partite dell'edizione del Centenario, un evento che potrebbe rappresentare un'occasione storica e un'ulteriore motivazione per il fuoriclasse.

La decisione di Messi di non rientrare in Argentina con il resto della squadra, preferendo un arrivo privato nella sua Rosario per dedicarsi alla famiglia, è stata ampiamente compresa. Questo gesto è stato interpretato come una scelta profondamente personale, in perfetta sintonia con l'atmosfera più raccolta e meno celebrativa che ha contraddistinto il suo ritorno. Tale approccio ha sottolineato il desiderio del giocatore di vivere questo momento lontano dai riflettori, in un contesto di intimità familiare, dopo l'intensa esperienza del torneo mondiale.