Non è stata solo una vittoria, ma un’impresa destinata a rimanere scolpita a lettere d'oro nella storia del ciclismo. Vincere sull’Alpe d’Huez con una rimonta entusiasmante e al contempo abbattere il record di scalata che apparteneva a Marco Pantani dal 1995: Tadej Pogačar ha trasformato la diciannovesima tappa del Tour de France 2026 in un capolavoro assoluto.

Giunto alla sua ventiseiesima vittoria di tappa alla Grande Boucle, e ormai a un passo dal sigillare la sua quinta maglia gialla finale a Parigi, lo sloveno si è presentato ai microfoni della stampa ancora visibilmente emozionato ma lucida nelle sue parole.

«Un lavoro di squadra pazzesco e il rientro di Yates»

"È davvero bellissimo vincere qui," ha esordito il campione nella consueta intervista flash nell'immediato dopo-gara. "È stato davvero pazzesco. Se sono riuscito a finalizzare questo successo oggi è grazie a tutta la squadra, sono felicissimo."

Pogačar ha poi svelato i dettagli tattici e i momenti chiave della corsa, evidenziando il lavoro dei compagni che hanno dato tutto nonostante le difficoltà vissute per qualche problema di salute:

"Sul Col d'Ornon abbiamo dato un gran ritmo perché la fuga davanti era davvero fortissima. Molti ragazzi sono andati in sofferenza sotto la spinta di Felix Großschartner. Poi, nei primi chilometri dell'Alpe, ho sentito subito di avere ottime gambe: sapevo che nessun altro tra gli uomini di classifica avrebbe potuto seguire quel ritmo, così ho accelerato e ho tirato dritto."

"A metà salita è stato fondamentale l'apporto di Adam Yates: mi ha dato una spinta mentale enorme in un momento decisivo.

Sono davvero contento che stia meglio e che sia tornato su questi livelli."

Il corpo a corpo finale con Carapaz e Martinez

Nel finale di salita, la Maglia Gialla ha dovuto fare i conti con due clienti scomodissimi rimasti della fuga della prima ora, Richard Carapaz e il giovane talento francese Lenny Martinez:

"Alla fine mi sono trovato ad affrontare due corridori fortissimi. Il fatto che davanti abbiano fatto un po' di melina e giocato d'astuzia mi ha dato l'opportunità perfetta per rientrare su di loro, recuperare e piazzare la stoccata vincente per la tappa."

Pogacar ha completato la salita in 35'27'', battendo il record di scalata che era stato segnato da Marco Pantani nel 1995 con 36'40''.

Sguardo al tappone alpino: «Tutti per il podio di Del Toro»

Con il successo sull'Alpe in cassaforte e il record storico infranto, la mente di Pogačar si sposta già sulla ventesima tappa, la frazione regina di questo Tour. L'obiettivo dello sloveno, tuttavia, sembra essere già proiettato verso la causa comune e il successo del compagno Isaac Del Toro, attualmente salito al 3° posto nella generale e leader dei giovani.

"Domani è l'ultimo grande sforzo, la tappa regina e senza dubbio la più dura di tutto il Tour de France. Noi faremo esattamente quello che abbiamo fatto ogni singolo giorno: dare il massimo come squadra e seguire il nostro piano. Il fatto che Isaac (Del Toro) sia ora sul terzo gradino del podio è qualcosa di fantastico. Oggi ho colto la mia occasione, ma domani l'unico obiettivo sarà lottare insieme per difendere il suo podio e la sua maglia bianca."