L’atmosfera leggendaria dell’Alpe d’Huez ha mostrato ancora una volta il suo lato più oscuro e pericoloso. Nel giorno della diciannovesima tappa del Tour de France, l'incredibile moltitudine di tifosi accorsa sui 21 tornanti di una delle salite simbolo del ciclismo ha creato momenti di vera e propria follia, culminati in un drammatico incidente che ha visto protagonista Einer Rubio.
Il dramma a margine della diretta: la dinamica dello scontro
L'episodio non è stato immortalato dalle telecamere della diretta TV, ma diversi filmati amatoriali apparsi in rete hanno subito chiarito la dinamica dell'accaduto.
L'ammiraglia della UAE Team Emirates si è trovata costretta a inchiodare bruscamente per evitare uno spettatore spintosi incautamente al centro della carreggiata.
Einer Rubio, che si trovava subito dietro l'auto del team emiratino, non ha avuto il tempo di reagire, andandosi a schiantare con violenza contro il lunotto posteriore del veicolo.
Il ventottenne scalatore colombiano della Movistar ha ricevuto immediata assistenza medica bordo strada, ma le sue condizioni hanno reso impossibile la prosecuzione della prova. Pochi minuti dopo, il team spagnolo ha confermato ufficialmente su X il suo inevitabile ritiro dalla corsa.
Einer Rubio (Movistar) a été victime d'une vilaine chute dans cette montée de l'Alpe d'Huez, percutant l'arrière d'une voiture d'UAE Emirates-XRG. Le Colombien n'a pas pu terminer cette 19e étape. #TDF2026 pic.twitter.com/vDdTtjihAw
— Le Gruppetto (@LeGruppetto) July 24, 2026Il racconto dei testimoni: «Spero stia bene, ha impattato il vetro»
A testimoniare la gravità e l'impatto visivo dell'incidente è stato il norvegese Tobias Halland Johannessen, splendido 5° all'arrivo:
"Ho visto Rubio finire contro l'auto della UAE.
Sinceramente è stata una scena terribile," ha dichiarato Johannessen ai microfoni di TV 2. "Mi chiedo persino se non abbia sfondato il vetro con il viso. Spero davvero che stia bene."
Folla fuori controllo: rallentato anche Remco Evenepoel
L'incidente di Rubio non è stato purtroppo un caso isolato, ma la conseguenza diretta di una salita trasformata in un corridoio umano strettissimo e imprevedibile. Per lunghi tratti della scalata, gli spettatori si sono scostati soltanto all'ultimo secondo utile al passaggio di corridori, moto e ammiraglie.
Le conseguenze si sono ripercosse direttamente anche sullo svolgimento agonistico della tappa: Remco Evenepoel è stato infatti costretto a interrompere un'accelerazione decisiva dopo essere rimasto letteralmente bloccato dietro le moto dell'organizzazione, chiuse a loro volta dal muro di folla.
Gli appelli inascoltati e il nodo sicurezza
I timori legati alla gestione del pubblico sull'Alpe erano stati sollevati già alla vigilia. L'organizzatore del Tour, ASO, aveva predisposto transenne, corde di contenimento e un dispiegamento straordinario di forze dell'ordine nei punti più caldi (come il primo chilometro, il celebre Dutch Corner e l'ultimo tratto di vetta).
Misure preventive che, come aveva amaramente ricordato il direttore del percorso Thierry Gouvenou, restano purtroppo inefficaci di fronte all'irresponsabilità dei singoli e all'incapacità di garantire una sede stradale sicura per gli atleti.