Il commissario tecnico dell’Inghilterra, Thomas Tuchel, ha lanciato un chiaro avvertimento sull’imminente sfida degli ottavi di finale dei Mondiali, richiamando l’attenzione sull’imponente impatto dell’altitudine dello stadio Azteca di Città del Messico. L’aria rarefatta, ha dichiarato Tuchel, rappresenta un “grande svantaggio” per la sua squadra, sottolineando l’impossibilità di un “adattamento fisico in pochi giorni”.

Tuchel ha rivelato che i suoi giocatori hanno percepito distintamente la differenza già nei primissimi minuti della sessione di allenamento.

Tuttavia, con il progredire della preparazione, sono riusciti a gestire meglio la situazione. Il tecnico ha enfatizzato che “i primi 15-20 minuti saranno i più difficili”, un periodo cruciale che potrebbe determinare l’andamento della partita.

L'Azteca: un'arena iconica, senza spirito di vendetta

Il CT inglese ha voluto fugare ogni dubbio riguardo a possibili motivazioni legate al passato. Nonostante l’Inghilterra torni a calcare il prato dello stesso stadio dove, quarant’anni fa, subì la celebre e discussa sconfitta contro l’Argentina, passata alla storia per la “mano de Dios” di Maradona, Tuchel ha categoricamente affermato: “Non siamo qui per vendicare quella sconfitta. È lo stesso stadio ma non è lo stesso avversario e quindi non ha senso pensarci.

Siamo qui per scrivere i nostri capitoli, non per riscrivere quelli del passato”. Un messaggio chiaro, volto a concentrare la squadra esclusivamente sulla sfida attuale.

L'impatto dell'altitudine e i precedenti storici

L'analisi del contesto conferma l'altitudine come un fattore potenzialmente decisivo. Lo stadio Azteca, situato a circa 2.200 metri sul livello del mare, presenta condizioni ambientali uniche. Il Messico, padrone di casa, vanta un record impressionante in questo impianto durante i Mondiali, con otto vittorie e due pareggi, senza mai aver subito una sconfitta. Questo dato evidenzia un chiaro vantaggio per la squadra locale, già acclimatata alle particolari condizioni atmosferiche.

L’adattamento a tali altitudini richiede tipicamente un periodo di una o due settimane, un lasso di tempo che l’Inghilterra non avrà a disposizione, arrivando a Città del Messico solo due giorni prima dell’incontro. L'aria rarefatta non incide solamente sulla resistenza fisica degli atleti, ma influenza anche il comportamento del pallone e i ritmi di gioco. Mantenere un calcio aggressivo e ad alta intensità per l’intera durata della partita diventa significativamente più oneroso, un aspetto che potrebbe favorire la squadra più abituata a queste condizioni estreme.