La giornata d'apertura della Vuelta Espana di ciclismo ha lasciato dietro di sè una scia di polemiche a causa del disegno del percorso. La cronometro di 9,4 chilometri tra le strade del Principato di Monaco, pur regalando lo spettacolo iconico dei passaggi sul circuito di Formula 1 e del porto, ha scatenato molte critiche nel gruppo per via di un tracciato ritenuto troppo pericoloso e al limite della regolarità.

"Una follia": la protesta di Uijtdebroeks

Le prime perplessità erano arrivate già nel dopo gara da Wout van Aert. Il belga della Visma | Lease a Bike, 8° al traguardo a nove secondi dal vincitore Tadej Pogačar, è stato cauto ma diretto, definendo alcune sezioni "troppo tecniche e al limite" e ammettendo di aver affrontato con prudenza i punti più guidati per evitare rischi inutili.

Molto più duro il connazionale Cian Uijtdebroeks (Movistar), che ha parlato senza mezzi termini di "follia":

"La mia ruota anteriore è scivolata già in una delle prime curve, ed era persino in salita. Per non parlare di quella discesa sul tracciato della Formula 1..."

L'attacco della Visma | Lease a Bike

A gettare ulteriore benzina sul fuoco ci ha pensato Mathieu Heijboer, Head of Performance della Visma. Intervistato da Het Laatste Nieuws, il dirigente ha rincarato la dose rispetto alle dichiarazioni del suo capitano:

"Questo percorso della cronometro non è degno di un grande giro. Se piove o qualcuno ha sfortuna, diventa un dramma. Dobbiamo solo essere contenti che sia andata bene a tutti."

L'analisi del risultato e lo sguardo alla Maglia Rossa

In casa Visma resta un pizzico di amaro in bocca per il successo di tappa mancato (il migliore è stato Christophe Laporte, 5° a 6 secondi, seguito da Van Aert 8° e dal debuttante Matthew Brennan 16°), ma c'è grande fiducia per il prosieguo della corsa.

La prestazione di Van Aert ha confermato l'ottimo stato di forma del trentunenne belga. Con un distacco di appena nove secondi da Pogačar, il sogno di indossare la maglia rossa è ancora ampiamente alla portata. La seconda tappa verso Manosque — frazione lunga, collinare e adatta ai corridori potenti — offre subito l'occasione perfetta: con 10 secondi di abbuono in palio sul traguardo, il team olandese ha tutte le intenzioni di rendere la corsa dura per provare il colpo grosso.