Un altro capitolo controverso si aggiunge alla carriera di Gianni Moscon. Il 32enne trentino in forza alla Red Bull-Bora-Hansgrohe è stato squalificato al termine della terza tappa della Vuelta a Burgos di ciclismo per condotta impropria, riaprendo una ferita mai del tutto rimarginata sul fronte disciplinare.
La decisione al termine della tappa
Nonostante Moscon avesse regolarmente tagliato il traguardo della frazione di giovedì, la giuria di gara ha successivamente deciso per la sua esclusione. Il verbale dei commissari parla chiaro: violazione dell'articolo 2.12.007 (comma 8.2.1) del regolamento UCI, relativo a comportamenti scorretti durante la corsa o nei confronti degli altri corridori.
Al momento, la dinamica esatta dell'episodio non è stata ancora resa nota.
Oltre all'estromissione dalla competizione, il corridore si è visto comminare una sanzione di 50 punti UCI e un cartellino giallo. Per Moscon si tratta del secondo ammonimento della stagione 2026: un dettaglio non da poco, considerato che l'accumulo di ulteriori cartellini nel periodo di riferimento fa scattare sanzioni ancora più severe da parte della federazione.
I precedenti che pesano
La decisione dei giudici a Burgos riporta inevitabilmente a galla un passato turbolento. Dopo qualche anno di relativa calma, i riflettori si riaccendono sugli scatti d'ira che hanno costellato la prima parte della sua carriera:
Tour de Romandie (2017): La sospensione di sei settimane da parte del Team Sky a seguito di insulti razzisti rivolti a Kévin Reza.
Tour de France (2018): L'espulsione dalla Grande Boucle e la successiva squalifica di cinque settimane comminata dall'UCI per un colpo sferrato a Élie Gesbert durante la 15ª tappa.
Kuurne-Brussel-Kuurne (2020): La squalifica per aver scagliato una bicicletta contro Jens Debusschere dopo una caduta di gruppo, episodio poi pubblicamente condannato dalla sua stessa squadra (l'allora Team Ineos).
Negli ultimi anni il corridore pareva essere riuscito a incanalare le proprie energie solo sul pedale. In attesa di chiarimenti ufficiali su cosa sia accaduto esattamente sulle strade spagnole, questo nuovo stop rischia di appesantire ulteriormente il bilancio disciplinare del corridore italiano.