Il presidente della FIFA, Gianni Infantino, si trova al centro di un acceso dibattito internazionale. Mentre Argentina e Messico gli esprimono un forte sostegno, la federazione norvegese avanza una richiesta perentoria: le sue dimissioni immediate. Le posizioni, emerse oggi, 7 agosto 2026, delineano un quadro del calcio mondiale profondamente diviso tra chi lo appoggia e chi lo contesta con fermezza.
Il Fronte del Sostegno: Argentina e Messico
L'Argentina, tramite una lettera aperta della sua federazione (AFA), ha riaffermato la propria intenzione di proseguire il percorso sotto la guida di Infantino.
Pur riconoscendo le criticità legate al piano FFE, l'AFA ha confermato piena fiducia nel suo operato. La lettera, indirizzata direttamente a Infantino, sottolinea: “Vista la vicinanza del prossimo congresso FIFA, l'AFA ribadisce che la strada da seguire è quella di continuare a lavorare sotto la sua guida, per continuare a sviluppare un calcio migliore e ancora più inclusivo”.
Un endorsement altrettanto rilevante proviene dalla federazione messicana, la quale ha scelto di discostarsi dalla linea della Concacaf. Mentre le nazioni del Nord e Centroamerica sembrano orientate a sostenere il candidato canadese Montagliani, il Messico si è schierato apertamente in favore di Infantino, rafforzando la sua posizione.
La Richiesta di Dimissioni dalla Norvegia
In una posizione diametralmente opposta, la federazione norvegese ha avanzato una richiesta esplicita per le dimissioni immediate di Infantino. La presidente Lise Klaveness ha dichiarato con fermezza: “Noi chiediamo le dimissioni immediate di Infantino: visto il caos in cui ci troviamo, non può più essere la figura in grado di unirci”. Klaveness ha inoltre precisato che la loro iniziativa non mira a promuovere un'alternativa individuale, ma piuttosto ad affrontare problematiche di portata più ampia e strutturale.
La Norvegia ha ulteriormente rafforzato la sua posizione presentando al comitato etico della FIFA ben tre esposti. Il primo riguarda il cosiddetto caso Balogun, in cui una squalifica sarebbe stata revocata a seguito di una telefonata tra l'allora presidente Trump e Infantino.
Il secondo esposto verte sul fallimento del piano FFE, mentre il terzo solleva interrogativi sul conferimento del Premio FIFA per la Pace a Donald Trump.
Contesto e Scenari Futuri
Queste divergenti prese di posizione emergono in un periodo di forte tensione all'interno della FIFA, in vista del prossimo congresso elettivo fissato per marzo 2027. Da un lato, il sostegno di Argentina e Messico contribuisce a consolidare la leadership di Infantino; dall'altro, la Norvegia si erge a rappresentante del fronte europeo più critico, invocando un cambiamento radicale alla guida dell'organizzazione.
Le Argomentazioni della Norvegia
La presidente del calcio norvegese ha ribadito con forza che non solo le riforme promesse non sono state implementate, ma si è assistito a un vero e proprio arretramento.
Ha sottolineato come la situazione attuale richieda “misure straordinarie per generare un cambiamento duraturo”, affermando categoricamente che “per Infantino non c’è ritorno”. Le sue critiche si sono estese anche a Joseph Blatter, ricordando che fu proprio lui a proporla come possibile alternativa alla presidenza di Infantino, evidenziando la complessità delle dinamiche interne alla federazione.