L'Italia piange la scomparsa di Ennio Mattarelli, il celebre 'signore dei piattelli', venuto a mancare all'età di 98 anni. Con la sua dipartita, il Paese perde il decano dei suoi campioni olimpici, indimenticabile medaglia d'oro nella fossa olimpica ai Giochi di Tokyo 1964. Originario di Bologna, Mattarelli era divenuto il più anziano atleta italiano vivente ad aver trionfato alle Olimpiadi, un primato assunto dopo la scomparsa, avvenuta poco più di un anno fa, del campione di canottaggio Giuseppe Moioli.
Il suo ricco palmarès annovera anche due titoli mondiali individuali, conquistati a Oslo nel 1961 e a San Sebastian nel 1969.
Proprio nella città spagnola, Mattarelli si aggiudicò anche l'oro a squadre, replicando il successo già conseguito nella sua Bologna nel 1967. Tra le sue prestigiose vittorie si contano inoltre un argento a squadre, sempre a Bologna nel 1971, e un bronzo individuale a Melbourne due anni più tardi. La sua dedizione al tiro a volo lo portò, nel 1998, a essere nominato commissario tecnico della nazionale italiana, ruolo che ricoprì fino al 1992, contribuendo in modo significativo alla crescita di numerosi talenti azzurri.
Una vita tra sport e innovazione
Mattarelli, prima di dedicarsi professionalmente allo sport, lavorò presso la Società Elettrica di Bologna, dove il suo interesse per il tiro a volo nacque riparando macchine lanciapiattelli.
Questa passione precoce lo portò, nel 1961 e all'età di 33 anni, a conquistare il suo primo titolo mondiale. L'apice della sua carriera agonistica fu l'indimenticabile exploit olimpico di Tokyo, dove dimostrò una precisione eccezionale, non sbagliando nessuno dei 50 colpi nella prova finale e stabilendo un record di 198 punti su 200.
Terminata l'attività competitiva, Mattarelli non abbandonò il suo mondo: fondò a Bologna un'azienda specializzata nella produzione di attrezzature per il lancio di piattelli, destinate a discipline come il tiro olimpico, lo skeet, il tiro multidirezionale e il doublematt, mantenendo così un legame indissolubile con lo sport che lo aveva reso celebre.
L'eredità di un campione
A testimonianza del suo straordinario contributo allo sport italiano, nel 2015 il CONI gli conferì la massima onorificenza: il Collare d’Oro al merito sportivo. La sua scomparsa ha generato un profondo cordoglio nel mondo sportivo. Il presidente del Comitato, Luciano Buonfiglio, ha voluto esprimere la propria vicinanza alla famiglia, ricordando Mattarelli come “un campione che ha scritto la storia grazie al suo talento e alle sue qualità umane”.