Una dimostrazione di superiorità disarmante, di quelle che rischiano di chiudere la contesa per la vittoria finale con tre settimane d'anticipo. La quarta tappa della Vuelta a España, disegnata sul tremendo e spettacolare scenario del Principato di Andorra (con le scalate a Port d'Envalira, Collada de Beixalis, Coll d'Ordino e Alto de la Comella), ha incoronato un solo ed unico padrone: Tadej Pogačar.
La frazione si è aperta con la UAE Team Emirates intenta a controllare la corsa per evitare che fughe troppo corpose o pericolose prendessero un margine eccessivo.
Nonostante questo, nelle battute iniziali si è formata una fuga numerosa e di grande qualità, caratterizzata da una forte presenza di uomini della Visma-Lease a Bike, compreso Wout van Aert.
Con il prosieguo della tappa, a prendere in mano la situazione nel gruppo inseguitore è stata a sorpresa la Decathlon CMA CGM. La formazione francese ha impostato un forcing forsennato per annullare la fuga: un chiaro segnale di sfida lanciato da Felix Gall, mirato forse più a tastare le gambe degli altri pretendenti al podio che a minacciare la Maglia Rossa.
De 'Pogachitar' nada.
𝐃𝐎𝐍 𝐓𝐀𝐃𝐄𝐉 𝐏𝐎𝐆𝐀𝐂𝐀𝐑.
El maillot rojo liquida La Vuelta en Andorra.#LaVuelta26 #LaCasadelCiclismo pic.twitter.com/uWiXs2hK1v
— Eurosport.es (@Eurosport_ES) August 25, 2026La stoccata sulla Beixalis: 50 km di fuga solitaria
Con i battistrada riassorbiti prima del previsto, la corsa è esplosa definitivamente lungo le pendenze della Collada de Beixalis.
A ben 50 chilometri dal traguardo, Pogačar ha impresso un'accelerazione: un'azione in cui lo sloveno non è apparso nemmeno al limite delle proprie possibilità, ma che è bastata a fare istantaneamente il vuoto.
Gall ha provato con tenacia a resistere e a tenere la ruota del fenomeno della UAE, ma dopo poche centinaia di metri è finito pesantemente fuori soglia, costretto a rimbalzare indietro. Da quel momento in poi, Pogačar si è involato nella fuga solitaria più lunga mai tentata e completata nella sua carriera in un Grande Giro.
Scalando il Coll d'Ordino e l'Alto de la Comella in totale scioltezza e apparente gestione, Pogačar ha rapidamente accumulato tre minuti di vantaggio, concedendosi persino il lusso di regalare uno show al pubblico scambiando un "pugnetto" al volo con uno spettatore speciale a bordo strada, Adam Yates.
La bagarre per il secondo posto
Dietro all'inarrestabile Maglia Rossa, si è scatenata l'altra corsa: quella per i piazzamenti di prestigio. Sul Coll d'Ordino, Oscar Onley e Felix Gall sono stati i più lesti ad attaccare, ma il gruppo dei migliori si è dimostrato molto equilibrato. Primož Roglič, Enric Mas e Sepp Kuss sono rientrati con autorevolezza, mentre con maggiore fatica hanno agganciato il gruppetto anche il giovane Jarno Widar, Mattias Skjelmose e un Richard Carapaz apparso decisamente meno brillante rispetto ai giorni del Tour de France.
Anche lungo le rampe dell'Alto de la Comella, Onley e Gall si sono confermati tra i più pimpanti, senza però riuscire a fare la differenza sul resto dei rivali.
Sul traguardo, mentre Pogačar festeggiava l'ennesimo trionfo di una carriera straordinaria, il gruppetto degli inseguitori si è giocato la seconda piazza a 2'39" di ritardo: lo spunto vincente è stato del giovanissimo belga Jarno Widar, che ha battuto allo sprint Gall, Onley, Kuss, Mas e Roglič, con Carapaz giunto poco più attardato.
Una sentenza già scritta
Con 3'21" di vantaggio su Roglič e 3'32" su Mas al termine di appena quattro tappe, Pogačar trasforma la Vuelta a España nel suo ennesimo monologo. Una situazione che rispecchia i pronostici della vigilia, ma che per modalità e strapotere atletico lascia ancora una volta il mondo del ciclismo senza parole.