Il 25 settembre 2026, il pontone allestito sul Lungomare Caracciolo, nel Race Village dell’America’s Cup a Napoli, ha aperto per la prima volta ai visitatori. Appassionati di vela, cittadini e turisti hanno potuto accedere alla struttura per osservare il Golfo da una prospettiva inedita, scattare foto e girare video durante le regate preliminari.
L’affluenza è stata ordinata e curiosa: dopo aver osservato il pontone dall’esterno il giorno precedente, in molti si sono messi in fila per salire a bordo. Lo spazio, ideato e realizzato da Sport e Salute su iniziativa dell’AD Diego Nepi Molineris, è stato definito "l’isola che c’è", un luogo temporaneo pensato per collegare idealmente la città, il mare e l'evento sportivo.
Il pontone: osservatorio tra città e Golfo
Il pontone si configura come un nuovo punto di osservazione e di incontro tra Napoli e il suo Golfo. Da qui, le imbarcazioni della regata preliminare dell’America’s Cup sfrecciano davanti al lungomare. Fin dalle prime ore, la piattaforma è diventata una delle novità più fotografate del Race Village, con immagini e video ampiamente condivisi sui social.
Le dimensioni ne evidenziano l’impatto visivo: il pontone è lungo 37 metri, largo 30 e pesa circa mille tonnellate. Può ospitare fino a cento persone ed è aperto a tutti. Situato all’altezza dell’acquario, occupa una posizione centrale nel Race Village. È previsto un accesso preferenziale per persone con disabilità, ampliando la fruibilità dello spazio.
Contesto e visione futura
Nei lavori preparatori, il pontone era arrivato nelle prime ore del mattino dal porto di Napoli al Lungomare Caracciolo, dove è stato collocato come palco galleggiante per la preregata dell’America’s Cup. Lo spazio, indicato da Sport e Salute come "l’isola che c’è", è stato presentato dall’AD Diego Nepi Molineris come un punto d’incontro tra terra, mare, sport e città. L’allestimento è pensato anche in vista dell’America’s Cup 2027 e sarà utilizzato per le prossime fasi.