Da Citi Field arriva un segnale che agita l’ambiente dei New York Mets: martedì sera i tifosi hanno applaudito Pete Alonso, oggi prima base dei Baltimore Orioles, dopo il fuoricampo del pareggio segnato al nono inning nella vittoria per sei a quattro di Baltimore. Non era una semplice accoglienza per un ex: si trattava del 300esimo home run in carriera di Alonso, colpito contro la sua vecchia squadra e celebrato da una parte consistente dello stadio.

L’episodio è stato letto come una scena rara nello sport professionistico: un pubblico di casa che esulta per un giocatore avversario in un momento sfavorevole alla propria squadra.

Alonso, cinque volte All-Star, resta amatissimo a Queens, dove ha lasciato il segno come leader offensivo della franchigia. Ma la reazione è arrivata dentro una stagione in cui il pubblico ha già contestato spesso una squadra considerata deludente, senza risparmiare profili importanti come Francisco Lindor e Kodai Senga.

La reazione di Manaea e il messaggio alla dirigenza

Sean Manaea, compagno di Alonso tra il 2024 e il 2025, ha espresso disagio per quanto accaduto: “Avere quel tipo di reazione per un giocatore avversario, chiunque esso sia, mi sembra folle. Ho solo rispetto per Pete, ma non avevo mai visto nulla del genere. So che i ragazzi qui dentro stanno lavorando duramente, e quando succedono cose così è strano”.

Manaea non ha criticato Alonso per il curtain call, definendolo anche “the man”, ma ha contestato il contesto: il coro per Alonso e quello “Fire Stearns”, rivolto al dirigente David Stearns, sono sembrati una protesta pubblica contro il front office.

Alonso ha spiegato così la sua decisione di uscire a salutare: “Everyone in the dugout was saying, ‘Go out there,’ and they were right”. Il punto, però, riguarda anche il futuro: secondo la lettura emersa dopo la partita, né Stearns né il proprietario Steve Cohen avrebbero oggi abbastanza margine o consenso per rimproverare apertamente la folla. Il rischio è che l’immagine dei Mets ne esca indebolita agli occhi dei prossimi free agent. Questo, unito ai precedenti fischi subiti da giocatori come Bo Bichette, evidenzia una frustrazione della tifoseria che potrebbe ripercuotersi sulla capacità dei Mets di attrarre talenti.