Gilberto Scontrini, nato nel 1961, è una figura iconica del Gran Premio d’Italia a Monza. Da ben 53 anni consecutivi, non ha mai mancato l’appuntamento con la Formula 1 all’Autodromo. Anche per l’edizione più recente, ha raggiunto il circuito in bicicletta, dopo circa mezz’ora di strada da casa, avvolto nel distintivo rosso Ferrari e accompagnato da una bandiera personalizzata che testimonia la sua presenza ininterrotta a questo evento storico.

Una passione nata davanti alla televisione

Il profondo legame di Scontrini con il mondo delle corse automobilistiche ha avuto inizio quando era poco più che tredicenne.

“Questa passione è nata nel 1974, quando Niki Lauda cominciò a vincere con la Ferrari. Diedero in tv il Gran Premio di Spagna, uno dei primi trasmessi per intero dalla Rai”, ricorda Scontrini. Da quel momento, Monza è diventata per lui una meta quasi obbligata, una seconda casa.

La sua prima esperienza all’Autodromo fu al fianco del padre: “Mi accompagnò mio padre, mi diede i soldi per il biglietto. All’ingresso mi sentii quasi spiazzato. Mi girai e vidi una Ferrari, quella di Clay Regazzoni, vicino alle barriere. Con tanto fumo attorno. Non nego che fu un po’ traumatico. Però iniziai a farmi qualche amico e già dall’anno dopo fu più divertente. Niki Lauda vinse il Mondiale con la Rossa, come dimenticare quei momenti...”.

Nel corso degli anni, il Gran Premio si è trasformato per Gilberto in un vero e proprio rito, scandito da motori rombanti, incontri significativi e abitudini consolidate. Scontrini rammenta anche un modo diverso di vivere il circuito: “Per anni trovammo il modo di scavalcare, evitando di pagare. Il divertimento stava anche un po’ in quel brivido, poi le cose cambiarono e imbucarsi, diciamo così, divenne sempre più complicato”. Accanto alla pista sono nate amicizie durature e conversazioni che si rinnovavano di stagione in stagione: “Leggevamo Autosprint, parlavamo di macchine e piloti, ci bastava poco per essere contenti. Da qualche anno, però, vengo da solo. Purtroppo, per motivi vari, le compagnie si perdono per strada”.

Tra ricordi e il sogno di una vittoria italiana

Dopo oltre mezzo secolo di gare, scegliere un solo ricordo tra i tanti è un’impresa ardua per Scontrini. “Se avessi la possibilità di rivivere un Gran Premio quale sceglierei? Cinquantatré sono tanti e sceglierne uno solo è un po’ difficile. Dico però che partire senza speranze di vittoria e realizzare poi l’impresa è favoloso. Pensiamo a Leclerc, che nel 2019 e nel 2024 ha regalato due magie. E molte altre imprese memorabili si sono succedute nel corso degli anni”. Il suo sogno più grande, dopo tutti questi anni, rimane quello di vedere un pilota italiano trionfare a Monza, un evento che non si verifica dal lontano 1966, con la vittoria di Ludovico Scarfiotti.