Dopo un Gran Premio d’Italia a Monza che ha lasciato l'amaro in bocca, Lewis Hamilton ha espresso forti dubbi sulle reali possibilità della Ferrari di contendere il titolo mondiale di Formula 1. Nonostante il pilota britannico non abbia formalmente dichiarato la resa, il suo sesto posto, frutto di una gara complicata fin dalle prime battute, ha ulteriormente allungato il divario dalla vetta del campionato. Attualmente, Hamilton si trova a ben 76 punti dalla leadership, mentre il trionfo a Monza è andato a Kimi Antonelli, che con la sua Mercedes ha compiuto una rimonta straordinaria partendo dalla diciannovesima posizione.

Il momento cruciale per le ambizioni della Ferrari si è manifestato fin dall'inizio della corsa. Al primo giro, Hamilton e il compagno di squadra Charles Leclerc si sono trovati in una concitata battaglia alla prima curva. Nel tentativo di superare, Hamilton è stato spinto largo all’uscita della chicane, un episodio che gli ha fatto perdere diverse posizioni preziose. Successivamente, Leclerc è stato costretto al ritiro dalla gara, mentre Hamilton è riuscito a contenere i danni, concludendo la corsa al sesto posto. Secondo il sette volte campione del mondo, la scuderia avrebbe dovuto intervenire con maggiore tempestività nella gestione interna dei piloti e nella chiara definizione delle priorità sportive.

Il rammarico per i punti persi

Hamilton ha chiarito che la Ferrari ha concesso un margine eccessivo agli avversari diretti. “Abbiamo perso tantissimo terreno da loro in termini di punti”, ha affermato con decisione. Riguardo a un eventuale cambiamento nell'approccio tra i compagni di squadra, il suo giudizio è stato perentorio: “È troppo tardi perché arrivino quelle decisioni”. Nonostante ciò, il pilota ha ribadito la sua ferma intenzione di non arrendersi: “Mi alzerò domani mattina e darò il massimo”. Ha tuttavia riconosciuto che il distacco accumulato, unito al ritmo impressionante dimostrato dalla Mercedes, rende la rimonta “molto, molto difficile”.

Il senso di rammarico si estende anche all’intero ambiente della Ferrari.

Hamilton ha espresso profondo dispiacere per i tifosi e per tutto il personale della squadra, sottolineando l'enorme impegno profuso sia in fabbrica che in pista. A suo avviso, però, l’esecuzione complessiva non è stata all'altezza delle aspettative: il puro potenziale individuale non è sufficiente se aspetti fondamentali come qualifiche, strategia di gara, decisioni tattiche e comunicazione interna non sono perfettamente allineati e convergenti.

Regole d’ingaggio e responsabilità del team

A seguito dell'episodio in pista, Charles Leclerc ha ammesso che lui e Hamilton si sono spinti troppo oltre nella loro competizione interna durante la gara. Dal canto suo, Hamilton ha fermamente respinto l’idea di rappresentare un problema per la squadra.

“Non corro sporco”, ha dichiarato, sottolineando di aver sempre gareggiato in maniera pulita, corretta e rispettosa degli spazi in pista. A suo parere, eventuali indicazioni più precise e chiare sulle regole d’ingaggio tra i piloti dovrebbero provenire direttamente dalla direzione del team, per evitare futuri malintesi e garantire una gestione più efficace delle dinamiche di gara.