Da Roma giunge l'annuncio della presentazione di "La Nobile Arte", un nuovo documentario dedicato alla storia e all'evoluzione del pugilato italiano. L'appuntamento è fissato per martedì 8 settembre 2026, alle ore 09:30, presso la Biennale Match Point Arena del Lido di Venezia. L'evento si inserisce nel programma ufficiale del Venice Production Bridge della 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Il film, diretto da Vincenzo Lamagna, nasce da un'idea di Michela Pellegrini e Stefano Buttafuoco ed è prodotto da Antonio Palmieri per Nexting, in collaborazione con Rai Documentari e con il supporto della Federazione Pugilistica Italiana.
Durante l'incontro, saranno proposti estratti del documentario, seguiti da un momento di confronto e discussione.
Oltre un secolo di pugilato in dieci round
"La Nobile Arte" si struttura come un unico incontro simbolico, dove storie di boxe e di vita si intrecciano, attraversando passato e presente di una disciplina legata alla storia sociale e culturale del Paese. Il racconto prende il via dal 1916, anno di fondazione della Federazione Pugilistica Italiana, e giunge fino alla boxe contemporanea, con l'obiettivo di ricostruire l'intero percorso del pugilato in Italia.
La narrazione è scandita in dieci round tematici, ciascuno dedicato a un valore, un aspetto cruciale o una personalità. Il documentario esplora il riscatto sociale, le grandi sfide, le leggende del ring e la funzione educativa del pugilato.
Vengono inoltre inclusi temi attuali come la boxe femminile, la ParaBoxe, l'inclusione e le prospettive future di questo sport. Stefano Buttafuoco guida lo spettatore in questo viaggio dentro e fuori dal ring.
Un racconto corale sulla cultura pugilistica
Nel contesto di questo approfondimento sulla cultura pugilistica, Stefano Buttafuoco assume il ruolo di presenza narrante, entrando simbolicamente nei panni del pugile e accompagnando i passaggi cruciali del racconto. Attorno a lui si intrecciano le testimonianze di figure di spicco del mondo pugilistico e culturale, tra cui Patrizio Oliva, Francesco Damiani, Giovanni De Carolis, Emanuele Blandamura, Vincenzo Mangiacapre e Pamela Noutcho Sawa, contribuendo a un affresco corale della disciplina.
Il documentario integra il suo racconto con preziose immagini di repertorio, attinte dagli archivi delle Teche Rai e dall’Archivio F