Con la regular season MLB che si avvia alla sua fase conclusiva, a meno di un mese dal termine, il panorama delle franchigie è già segnato da significativi mutamenti ai vertici. Phillies, Red Sox e Mets hanno esonerato i rispettivi manager, mentre Angels e Astros hanno cambiato il general manager. L'attenzione si concentra ora sull'identificazione delle posizioni dirigenziali e tecniche realmente a rischio e di quelle, al contrario, che mantengono stabilità.

Astros e Phillies, il nodo della panchina

Agli Astros, dopo l'addio al general manager Dana Brown, l'attenzione si è spostata su Joe Espada.

Il manager dovrebbe chiudere la stagione alla guida di Houston, ma è all'ultimo anno di contratto e si prevede che il nuovo general manager voglia scegliere un proprio uomo. Una corsa profonda nei playoff, in una American League considerata aperta, potrebbe cambiare lo scenario, ma per il 2027 un cambio è ritenuto molto probabile. A Philadelphia, Don Mattingly è disponibile a restare oltre il 2026 e il suo lavoro è giudicato positivo: il distacco nella National League East è sceso da 10,5 a quattro partite e i Phillies sono considerati una minaccia credibile per le World Series. Resta però forte il collegamento con Alex Cora: dopo l'esonero dai Red Sox, i Phillies gli avevano offerto il posto quando avevano licenziato Rob Thomson, ma Cora aveva scelto di prendersi un anno per stare con la famiglia.

Arizona e Yankees verso la continuità

La posizione di Torey Lovullo in Arizona viene descritta come molto stabile. Il manager dei Diamondbacks è considerato tra i migliori della MLB, ha un rapporto solido con il general manager Mike Hazen, è apprezzato dai giocatori e le sue squadre sono indicate come competitive e combattive. Un eventuale accostamento ai Mets è presentato solo come ipotesi teorica: l'aspettativa è che resti in Arizona. Agli Yankees, Brian Cashman e Aaron Boone vivono in un ambiente di pressione costante, ma entrambi sono dati in continuità oltre il 2026 e non appaiono in pericolo.

Reds, Giants e Angels sotto osservazione

Il caso più discusso tra i dirigenti è quello di Nick Krall a Cincinnati.

Dopo la trade deadline, sono arrivate critiche per ciò che i Reds non hanno fatto: Tyler Stephenson ed Eugenio Suarez erano considerati candidati naturali a una cessione, ma sono rimasti. Questa situazione ha generato perplessità riguardo alle strategie del front office.