La stagione di Naomi Osaka negli Slam si è conclusa lunedì a New York, dove la quattro volte campionessa major è stata sconfitta da Elena Rybakina con il punteggio di 6-1, 6-4 nel quarto turno, disputato sul Louis Armstrong Stadium. La partita è stata condizionata da un problema all’achille che ha afflitto la tennista giapponese, rendendole difficile spingere e muoversi con la consueta efficacia durante l’incontro. In conferenza stampa post-partita, Osaka ha affrontato l’argomento con trasparenza, spiegando la sua condizione fisica senza cercare giustificazioni.

«I was compromised», ha dichiarato Osaka, rivelando l'entità del suo disagio. Ha proseguito descrivendo l'aggravarsi dell'infortunio: «The last match I played, I felt a lot in my leg. Then this morning, it just got a lot worse. I don’t know, I felt like I played the best that I could given the situation.» Nonostante la difficoltà, ha riconosciuto il supporto del pubblico: «The crowd was really, really into it, so it was fun. It was unfortunate, obviously, but yeah, life goes on.» Le sue parole hanno evidenziato la consapevolezza di una sfida complessa, bilanciando il limite fisico con l'energia e l'entusiasmo ricevuti dagli spettatori, e la sua capacità di accettare l'esito.

Un bilancio di stagione senza amarezza

Nonostante l'eliminazione e il fatto di non aver vinto un major dall'Australian Open 2021, Naomi Osaka ha saputo individuare diversi elementi positivi nel suo percorso stagionale. Ha ricordato di aver iniziato l'anno con un infortunio e di aver tratto importanti insegnamenti su se stessa e sul proprio gioco. «I started the year injured. I don’t know if this counts as ending the year injured, but I definitely learned a lot about myself, about my tennis», ha spiegato la campionessa. Il riferimento più significativo riguarda i risultati storici raggiunti al Roland Garros e a Wimbledon, dove ha ottenuto i suoi migliori piazzamenti di sempre. «I got the furthest that I’ve ever gotten in the French and in Wimbledon.

You know, hopefully I can continue to build on that and just play more matches with these really good players, because I feel like I need those under my belt».

La ventottenne ha anche menzionato un aspetto più personale e creativo del suo approccio agli Slam: l'attenzione dedicata ai completi d'ingresso, che ha utilizzato in ogni torneo come un modo per divertirsi e per caricarsi emotivamente. Riguardo alla sconfitta, ha ammesso che, sebbene bruci sempre, con il passare degli anni diventa più gestibile. «Honestly, I’m not disappointed now», ha affermato. «It’s a very strange feeling, I think, and last year I wasn’t that disappointed either, because Amanda just played really insane». Il riferimento è alla semifinale persa l'anno precedente a New York contro Anisimova.

La sua conclusione è stata chiara e decisa: «Maybe I’m just getting older, but I don’t feel sad».

Questo atteggiamento riflette una maturazione e una prospettiva più ampia sulla sua carriera, dove la crescita personale e l'esperienza acquisita sembrano prevalere sulla delusione immediata della sconfitta. La sua uscita dallo US Open, pur segnata dall'infortunio, si inserisce in un percorso di apprendimento e miglioramento continuo, con l'obiettivo di tornare a competere ai massimi livelli e di affrontare le sfide future con rinnovata consapevolezza e serenità.