Il rovescio a una mano esce dalla scena più avanzata degli Slam maschili agli US Open 2026, a seguito della sconfitta di Stefanos Tsitsipas contro Ben Shelton negli ottavi di finale. A New York, il greco, ultimo interprete rimasto nel tabellone con quel gesto tecnico dopo l’eliminazione di Denis Shapovalov, è stato battuto dall’americano con il punteggio di 6-2, 6-3, 6-4. Questo risultato segna un passaggio storico.

Il risultato ha certificato un evento senza precedenti: per la prima volta dal 1877, nessun giocatore con rovescio a una mano raggiungerà le semifinali di un torneo del Grande Slam nella stessa stagione.

La serie era iniziata con il primo Wimbledon e aveva attraversato quasi un secolo e mezzo di tennis. Fino al 2025, ogni annata aveva visto almeno un giocatore con rovescio a una mano arrivare tra i primi quattro in un Major. La sconfitta di Tsitsipas ha chiuso questa lunga continuità proprio agli US Open, trasformando la partita in un segnale tecnico e culturale per l'intero circuito.

Tsitsipas, l’ultima speranza a New York

Il peso statistico era chiaro già prima della partita. Tsitsipas non giocava solo per il torneo, ma per mantenere viva una tradizione che resisteva dal XIX secolo. Il greco aveva riassunto la situazione con una frase netta: "Ho una striscia di 150 anni da salvare". Per riuscirci, avrebbe dovuto raggiungere la semifinale, ma Shelton ha impedito che la corsa proseguisse.

Il successo dell’americano ha assunto un significato che va oltre il tabellone. Non è stata solo l’eliminazione di Tsitsipas dagli US Open, ma la chiusura di una lunga continuità tecnica. Il rovescio a una mano aveva superato molte trasformazioni del gioco: dalle racchette di legno al carbonio, dal tennis amatoriale al professionismo, dall’epoca del servizio e volée al predominio degli scambi da fondo campo.

Un gesto tecnico sempre più raro nell’élite

Negli ultimi anni, il rovescio a una mano ha perso spazio al vertice. Sono diminuiti i giocatori capaci di competere stabilmente ai massimi livelli utilizzando questo colpo, mentre il tennis moderno ha premiato sempre di più solidità, copertura difensiva e rapidità negli impatti. Tra i grandi campioni che lo hanno adottato figurano Roger Federer, Stan Wawrinka e Grigor Dimitrov.