Il pilota britannico George Russell ha chiesto modifiche al circuito del Madring, teatro del recente Gran Premio di Spagna. La sua richiesta giunge dopo una gara con scarse opportunità di sorpasso sul nuovo tracciato di Madrid, che ha visto Russell concludere al quinto posto. Secondo il pilota, il problema non riguarda solo il disegno della pista, ma anche la difficoltà di raccogliere efficacemente il contributo dei piloti, tra impegni, limiti pratici e vincoli strutturali del tracciato.

Le criticità del Madring: la Curva 5 e i sorpassi

Russell ha indicato la zona che precede la Curva 5 come il punto principale per tentare un attacco.

Tuttavia, l'avvicinamento è reso complesso dalla necessità di frenare mentre le monoposto sono ancora in fase di curvatura. I tratti successivi, stretti, ostacolano ulteriormente il completamento delle manovre. Il pilota, direttore della Grand Prix Drivers’ Association, ha espresso un parere chiaro sul maggiore coinvolgimento dei colleghi: "Sì, serve più input dei piloti, ma siamo tutti abbastanza egoisti e nessuno ha voglia di dare il proprio tempo. Abbiamo calendari pieni e ci sono molti limiti."

Russell ha proseguito, evidenziando le limitazioni strutturali: "Lì, quando si guarda davvero il layout, non c'è molto che si possa fare. È stretto, c'è un ponte alla curva 5...". Nonostante queste osservazioni, il suo giudizio sulla necessità di intervenire rimane categorico: "Non so cosa, ma devono fare qualcosa.

Devono fare un cambiamento, perché ogni pista deve avere un’opportunità di sorpasso dopo un tratto di rettilineo."

Il britannico ha criticato specificamente la sequenza di curve del Madring: "Questa ha quella chicane stretta e quella curva è una vera sfida, ma non è piacevole. Dopo 60 giri a colpire quei cordoli, alla fine avevo un po’ di mal di testa." Questa dichiarazione evidenzia non solo la frustrazione tecnica, ma anche il disagio fisico causato dal layout del tracciato.

Strategia di gara e l'importanza della posizione in pista

La gara di Russell è stata condizionata anche dalla sua scelta di adottare una strategia a due soste, in contrasto con la maggior parte dei piloti che ha optato per un'unica fermata.

Tuttavia, il pilota non ritiene che un approccio diverso avrebbe modificato significativamente il risultato finale, proprio a causa dell'estrema difficoltà di effettuare sorpassi. "La hard era di gran lunga la gomma superiore. Sarebbe stato un grande azzardo restare fuori con la medium," ha spiegato Russell. Ha poi aggiunto: "Pensavo di non avere nulla da perdere, ma alla fine credo che sarei finito comunque dove sono finito. Quindi sì, un po’ un peccato. Una pista molto difficile per sorpassare, cosa che è stata un po’ fastidiosa, credo, per tutti."

Questa situazione ha reso la posizione in pista un fattore decisivo per l'esito della competizione, equiparabile a quanto si verifica su circuiti come Monaco, dove la qualifica assume un'importanza capitale.

Russell ha concluso la sua analisi sulla prestazione complessiva, affermando: "Penso che la prestazione sia stata molto migliore del risultato in Madrid. Credo che il passo fosse davvero forte, tra i più forti di tutti." Nonostante il quinto posto, il pilota ha percepito un potenziale inespresso a causa delle peculiarità del circuito del Madring.