Alexander Zverev ha conquistato l'accesso alla semifinale degli US Open, superando l'olandese Botic van de Zandschulp nel prestigioso torneo di New York. Il tennista tedesco si è imposto con un netto 6-2, 7-5, 6-1 in tre set, e ora si prepara ad affrontare il russo Karen Kachanov per un posto nella finalissima.
Una vittoria netta, anche senza continuità piena
Il risultato finale evidenzia una partita controllata da Zverev, sebbene non sempre brillante. Il primo set, chiuso 6-2, ha subito indirizzato l'incontro. Nel secondo parziale, l'equilibrio è stato maggiore, ma il tedesco ha trovato lo strappo decisivo per il 7-5, evitando complicazioni.
Il terzo set ha visto il divario tornare netto, fino al 6-1 conclusivo, sigillando la vittoria.
Con questo successo, Zverev entra nella fase cruciale dello Slam statunitense, consolidando il suo ruolo di principale candidato al successo finale. La prospettiva è ora la semifinale contro Kachanov, un passaggio diretto verso l'ultimo atto del torneo, dove Zverev si conferma tra i protagonisti più forti rimasti in corsa.
La semifinale con Kachanov
Il prossimo ostacolo sarà il russo Karen Kachanov, in una sfida cruciale per la finalissima degli US Open. Per il tedesco, sarà un test differente rispetto al match con van de Zandschulp. Nonostante la vittoria netta, la partita precedente ha avuto fasi non sempre lineari.
La gestione dei momenti chiave, specialmente dopo il secondo set più combattuto, sarà fondamentale nel suo percorso.
Il percorso e le parole prima del quarto
Nelle fasi precedenti, Zverev era già considerato un serio candidato alla finale, anche per la composizione del suo tabellone, che non prevedeva incroci con giocatori top-20 prima dell'eventuale finale. Dopo due turni lunghi (dieci set e quasi dieci ore in campo), il tedesco aveva mostrato segnali di crescita nel ritmo e nel rendimento, battendo Luciano Darderi in tre set. Ai giornalisti aveva dichiarato: «Credo di andare nella direzione giusta. Mi è sembrato che Luciano abbia giocato un terzo set quasi perfetto, eppure l’ho vinto».