Un'analisi nostalgica firmata da Oliver Fox, pubblicata il 9 ottobre 2026, celebra trenta giocatori NBA dell'era 2010. L'articolo, rivolto ai veri appassionati di basket, i cosiddetti “real NBA sickos”, si concentra su atleti che vanno oltre le superstar: da All-Star occasionali a comprimari, specialisti difensivi e uomini da fondo panchina, tutti legati a momenti specifici e memorabili. Il tono è colloquiale e ironico, pensato per riscoprire carriere che potrebbero essere sfuggite alla memoria collettiva.
I nomi in evidenza
L'elenco si apre con Jrue Holiday, un simbolo di questa selezione.
Sebbene due volte All-Star, mai inserito in un quintetto All-NBA e senza il premio di difensore dell'anno, Holiday è descritto come un realizzatore versatile, un creatore di gioco e un marcatore soffocante, figura chiave nei successi di Milwaukee e Boston. Segue Isaiah Thomas, la cui carriera è indissolubilmente legata al suo picco a Boston, culminato con il quinto posto nella corsa all’MVP nel 2017, prima degli infortuni che ne hanno segnato il percorso. Il suo soprannome, “King in the Fourth”, ne evoca la capacità di decidere le partite nei momenti cruciali. La lista prosegue con Mike Conley, ricordato per la sua partecipazione all’All-Star Game del 2021, e Serge Ibaka, celebrato per la sua protezione del ferro ai tempi di Oklahoma City e per il contributo fondamentale al titolo di Toronto nel 2019.
L'ampio elenco include nomi come Jrue Holiday, Isaiah Thomas, Rodney Hood, Nikola Mirotic, Marcin Gortat, Jae Crowder, Michael Porter Jr., Mike Conley, Terrence Ross, Harrison Barnes, Trevor Ariza, Amir Johnson, Roy Hibbert, Al-Farouq Aminu, Gerald Green, Serge Ibaka, Marcus Smart, Patty Mills, Jose Calderon, Dante Exum, Bogdan Bogdanovic, Bojan Bogdanovic, Nerlens Noel, Jahlil Okafor, Courtney Lee, Corey Brewer, Goran Dragic, Jeremy Lamb, Doug McDermott e Kent Bazemore. L'intento è quello di bilanciare profili più noti con nomi di nicchia, senza l'ambizione di trasformarli retroattivamente in superstar, ma piuttosto di valorizzarne il ruolo e l'impatto.
Ricordi, ruoli e momenti
L'articolo rievoca momenti significativi di queste carriere.
Si menzionano le 44 presenze playoff di Rodney Hood tra il 2016 e il 2019, il contributo di Nikola Mirotic ai Pelicans nel 2018 e la costante presenza di Marcin Gortat a Washington. Vengono ricordate le oltre cento gare playoff di Jae Crowder e lo scambio del 2023 che lo ha visto coinvolto, valutato ben cinque seconde scelte. Terrence Ross è celebrato per la sua transizione dal dunk contest al ruolo di sesto uomo a Orlando, mentre Trevor Ariza è associato alla finale di Conference del 2018 con Houston. Si evidenziano anche le 485 gare da titolare di Amir Johnson e la copertina “STRAIGHT UP” dedicata a Roy Hibbert.