Il fine settimana di Formula 1 sul circuito di Austin si è aperto con Charles Leclerc e la sua Ferrari in evidenza, conquistando il miglior tempo nella prima sessione di prove libere del Gran Premio degli Stati Uniti. Il pilota monegasco ha fermato il cronometro a 1'36"052, mentre Andrea Kimi Antonelli, indicato come leader del mondiale, ha concluso la sessione al quinto posto con la sua Mercedes, scegliendo di non forzare l'andatura.

Leclerc e Ferrari in vetta: analisi della prima sessione

Alle spalle di Leclerc, la Red Bull di Max Verstappen si è piazzata in seconda posizione, con un distacco minimo di soli 0.084 secondi.

L'olandese aveva inizialmente fatto registrare un tempo più rapido, 1'35"860, ma questo è stato successivamente cancellato a causa di un'infrazione dei track limit. Il terzo posto è stato conquistato da Lando Norris con la McLaren, che ha accusato un ritardo di 0.245 secondi dalla vetta. La prima delle Mercedes è stata quella di George Russell, quarto a 0.326 secondi, precedendo il compagno di squadra Antonelli, quinto a 0.481 secondi. Lewis Hamilton ha completato la top six con l'altra Ferrari, a 0.503 secondi dal compagno di squadra.

La classifica dei primi dieci è stata completata da Oscar Piastri (McLaren), Gabriel Bortoleto (Audi), Arvid Lindblad e Liam Lawson (Racing Bulls). La Ferrari SF-26, giunta in Texas, ha mostrato significativi aggiornamenti aerodinamici, in particolare su paratie laterali, fiancate e diffusore.

Queste novità sono state montate sulla vettura di Leclerc e hanno fornito un primo riscontro positivo. Tuttavia, il pilota ha mantenuto una certa cautela, sottolineando che non si tratta di sviluppi tali da cambiare radicalmente la stagione della Scuderia.

Hamilton e il futuro in Africa: tra sport e geopolitica

Prima di scendere in pista, Lewis Hamilton ha affrontato un tema di grande attualità: il progetto di un Gran Premio in Ruanda, previsto per l'inizio degli anni Trenta. Il pilota della Ferrari ha espresso il suo entusiasmo, affermando: "Ora sarò costretto a restare molto più a lungo, perché avremo una gara in Africa. Il mio sogno è poter correre lì". Se il debutto di questo GP africano dovesse avvenire nel 2030, Hamilton avrebbe 45 anni.

Riguardo al suo futuro agonistico, ha aggiunto: "Se riuscirò ancora a ottenere buoni risultati nel prossimo anno, continueremo così".

Il sette volte campione del mondo ha inoltre collegato il potenziale ritorno della Formula 1 in Africa a importanti questioni geopolitiche e umanitarie. Ha dichiarato: "Bene un GP in Africa, ma dobbiamo spingere per una Palestina libera", e ha invitato a non ignorare le criticità del continente: "Andare lì non significa trascurare ciò che accade", invocando la pace per Congo, Sudan, Siria e Palestina. È importante notare che il progetto ruandese, promosso dal marchio Visit Rwanda, è oggetto di critiche da parte di Amnesty International, che accusa la Formula 1 di favorire pratiche di "sportswashing" legate alla situazione dei diritti umani e al conflitto nella Repubblica democratica del Congo.