La maratoneta keniota Peres Jepchirchir, 33 anni, campionessa del mondo in carica e oro olimpico a Tokyo 2020, è stata sospesa provvisoriamente dopo essere risultata positiva all'EPO. La notizia, annunciata dall'Athletics Integrity Unit, segue un controllo antidoping effettuato prima della maratona di Sydney, gara che Jepchirchir ha poi vinto il 30 agosto con il tempo di 2h18'31".
La sospensione e la vittoria di Sydney
La misura adottata nei confronti dell'atleta è provvisoria e avvia il normale percorso disciplinare antidoping. Al centro della vicenda vi è l'esito del test che ha rilevato la presenza di EPO, una sostanza vietata.
Il controllo è stato effettuato prima della maratona di Sydney, gara nella quale Jepchirchir si era imposta con una prestazione che aveva confermato il suo elevato livello internazionale. L'Athletics Integrity Unit ha precisato che la sospensione non costituisce ancora una decisione definitiva su una violazione.
Una carriera ai vertici della distanza
Il profilo di Peres Jepchirchir rende il caso significativo per l'atletica mondiale. L'atleta è stata campionessa del mondo e detentrice del record mondiale di mezza maratona. Nella classifica storica delle maratonete più veloci, figura al nono posto con un primato personale di 2h14'43". La sua carriera vanta vittorie in maratone internazionali di primo piano: Londra nel 2024, Boston nel 2022 e New York nel 2021, oltre al successo di Sydney ora sotto esame.
Il contesto del doping nell'atletica keniota
Questa sospensione rappresenta un ulteriore duro colpo per l'atletica keniota, che da anni si confronta con una recrudescenza dei casi di doping. Il caso di Jepchirchir si inserisce in un quadro più ampio che include la vicenda di Ruth Chepngetich. Circa un anno fa, l'Athletics Integrity Unit aveva annunciato per lei una squalifica di tre anni per doping. Nell'autunno del 2024, Chepngetich era diventata la prima donna a scendere sotto il muro delle 2h10' in maratona, stabilendo un primato mondiale di 2h09'56", record che rimane valido nonostante la sua successiva sospensione.