Roma, 29 ottobre 2026 – È stato rilasciato One More, il nuovo documentario prodotto da Red Bull Media House in collaborazione con Inherent Bummer. Il mediometraggio è dedicato al profondo rapporto che lega tre figure di spicco del surf mondiale: Jack Robinson, Leo Fioravanti e Kanoa Igarashi. Disponibile su YouTube Red Bull Surfing e Red Bull TV, il film esplora il legame tra questi atleti, cresciuti insieme fin dall'infanzia e ora rivali nel prestigioso Championship Tour della World Surf League.

Un viaggio alle Mentawai, lontano dalla competizione

Il documentario segue Robinson, Fioravanti e Igarashi in un'avventura di dieci giorni a bordo di una barca, esplorando l'arcipelago delle Mentawai, in Indonesia. Lontani dalle rigide dinamiche del calendario agonistico, i tre surfisti mettono da parte tute da gara, punteggi, giudici e la pressione costante dei risultati. Il racconto si concentra sul ritorno all'essenza più pura del surf: non più batterie da vincere, ma il semplice piacere di condividere le onde, proprio come facevano da ragazzi.

Le Mentawai, rinomate tra gli appassionati per le loro onde lunghe e regolari, i barrel spettacolari e le condizioni ideali per performance di alto livello, diventano lo scenario suggestivo di questa narrazione sportiva e personale.

Il film intreccia immagini d'archivio, ricordi condivisi e sequenze mozzafiato in acqua, ricostruendo un'amicizia nata ben prima dell'avvento del professionismo, delle Olimpiadi e della feroce rivalità ai massimi livelli.

Amicizia e rivalità: la ricerca del titolo mondiale

Fin dalla loro infanzia, Robinson, Fioravanti e Igarashi erano considerati futuri protagonisti del surf mondiale. Tuttavia, nessuno dei tre è ancora riuscito a conquistare il tanto agognato titolo assoluto. Questo viaggio, che si svolge a metà stagione durante una rara pausa dal circuito, assume un significato particolare, considerando che, al momento della partenza, uno dei tre occupava la prima posizione nel ranking mondiale.

One More offre uno sguardo intimo sulle loro esperienze condivise: camere d'albergo nelle prime trasferte, scherzi tra amici e sessioni in cui ciascuno spingeva l'altro a superare i propri limiti. Lontano dalla tensione delle gare, emergono la loro complicità, battute e prese in giro, affiancate da una competizione che, seppur accesa, è percepita come sana e ancora in grado di alimentare la loro passione. Il documentario si proietta così verso il presente e il futuro delle loro carriere diverse, con la promessa di un titolo mondiale ancora da realizzare e una domanda aperta su chi tra loro riuscirà a conquistare l'ambito trofeo.