La polemica tra LeBron James e Donald Trump è tornata al centro del dibattito sportivo e politico statunitense il 23 ottobre 2026. L'episodio scatenante è un filmato, divenuto virale, girato al Madison Square Garden prima della partita tra New York Knicks e Philadelphia 76ers. Nel video, il campione NBA appare in movimento durante l’esecuzione dell’inno nazionale degli Stati Uniti.
Le immagini mostrano James intento a provare gesti riconducibili allo swing del golf e a esercitarsi con movimenti da tiro libero, mentre gli altri giocatori intorno a lui rimangono immobili in fila.
Questo comportamento, in un momento così simbolico, ha attirato l'attenzione di Donald Trump, che ha commentato l’accaduto sul social Truth, criticando apertamente il cestista.
L’attacco di Trump e la replica di James
Attraverso un messaggio su Truth, Trump ha dichiarato: "Mentre ascolta il nostro inno nazionale, LeBron James manca di rispetto al Paese!". L'ex presidente ha rincarato la dose definendo il comportamento del giocatore una "TOTALE VERGOGNA" e ha sostenuto che James avrebbe dovuto presentare le proprie scuse ai militari e agli eroi americani caduti, in quanto rappresentanti della bandiera e dei valori che essa incarna.
La replica del cestista è giunta dopo la vittoria dei Philadelphia 76ers contro i Cleveland Cavaliers, una partita che ha visto la squadra di James completare una rimonta significativa da uno svantaggio di 29 punti.
Interpellato in merito alle parole di Trump, LeBron James ha scelto un tono breve e marcatamente ironico, affermando: "Devono esserci state poche notizie in redazione. Davvero poche notizie". Una risposta mirata a chiudere la vicenda piuttosto che ad alimentare un nuovo confronto diretto.
Il contesto politico e le elezioni di metà mandato
Le critiche di Donald Trump non si sono limitate al messaggio online. In un successivo comizio tenutosi a Sioux City, in Iowa, Trump è tornato sul filmato davanti ai presenti, esclamando: "Avete visto cosa è successo con LeBron James? Durante l’inno nazionale provava lo swing di golf. Quando l’ho visto mi sono detto: 'Ma che cavolo. È un grosso scandalo. Non lo capisco'".
L’episodio si inserisce in una fase politica particolarmente rilevante per gli Stati Uniti. Il 3 novembre sono infatti previste le elezioni di metà mandato, un appuntamento cruciale che vedrà il rinnovo di tutti i 435 seggi della Camera dei Rappresentanti e di circa un terzo del Senato. In questo quadro, la polemica assume un significato più ampio, riflettendo le tensioni e le dinamiche pre-elettorali.