Alla vigilia del Gran Premio di Formula 1 ad Austin, il Circuit of The Americas (COTA) è tornato al centro del dibattito per le sue condizioni dell’asfalto. Il tracciato texano, pur mantenendo il suo status di appuntamento molto apprezzato nel calendario e ospitando un weekend di potenziale importanza storica – con la possibile incoronazione mondiale di Kimi Antonelli – si trova ad affrontare una crescente preoccupazione. Il tema dominante tra i piloti è infatti la presenza di dossi sempre più marcati su una pista che si presenta come sede del più grande evento sportivo d’America.
Le critiche di Max Verstappen sulle condizioni del COTA
Max Verstappen ha espresso chiare e forti preoccupazioni, affermando di non aspettarsi un fine settimana semplice. Il fondo della pista, osservato durante la recente gara WEC, gli è apparso "extremely badly bumpy", e ha sottolineato che la sua battuta sulla necessità di una "schiena nuova" non era "not really a joke". Secondo il pilota, il problema è noto da anni ed è ormai "out of control". Questa criticità è particolarmente accentuata per le monoposto attuali, che sono progettate per lavorare con assetti estremamente bassi in curva e in frenata. Quando l'auto tocca il fondo, l'impatto si trasmette direttamente al corpo del pilota, generando carichi verticali che, come ha ricordato Verstappen, possono superare i nove G, una condizione definita "really not fun" e potenzialmente dannosa per la salute dei piloti.
Nonostante le severe critiche alle condizioni del manto stradale, Verstappen ha ribadito il suo profondo apprezzamento per il circuito e la città: "I love this track" e "I love this place", ha dichiarato, definendo il layout tra i migliori e Austin una delle sedi più gradevoli del mondiale. La sua critica rimane però categorica: i dossi sono "unacceptable". A suo giudizio, le correzioni superficiali finora adottate equivalgono a mettere un cerotto su un problema molto più profondo, legato ai movimenti del terreno sottostante l’asfalto, richiedendo quindi interventi strutturali più radicali.
L'allarme di Lando Norris e il fascino del tracciato
Lando Norris ha condiviso pienamente la posizione di Verstappen, rafforzando l'allarme sulle condizioni del COTA.
Ha osservato che una pista di nuova costruzione dovrebbe rispettare tolleranze molto ridotte, e che il COTA, essendo un impianto più datato, non si avvicina affatto a tali parametri. Per descrivere il disagio, Norris ha parlato di una situazione "pretty bad", spiegando di dover assumere compresse contro il mal di testa in alcuni punti del circuito prima di salire in macchina, a causa dell’urto continuo della testa contro il poggiatesta. D'altra parte, Carlos Sainz continua a considerare il COTA un punto di riferimento per la progettazione dei nuovi circuiti, evidenziando come i suoi dislivelli, le ampie possibilità di sorpasso e il suo inconfondibile carattere "vecchia scuola" rimangano punti di forza indiscussi che ne giustificano l'apprezzamento generale.
Il nodo strutturale e le prospettive future
Il problema delle sconnessioni viene collegato alla natura geologica del terreno su cui sorge il circuito. Questa origine profonda suggerisce che interventi superficiali potrebbero non essere sufficienti a risolvere una criticità che affonda le radici nella struttura stessa della pista, mettendo a rischio la reputazione del COTA se non verranno affrontati interventi più risolutivi.