Ben Shelton ha conquistato la finale del Rolex Paris Masters a Parigi il 7 novembre 2026, superando in semifinale il francese Luca Van Assche con un’impressionante rimonta. Il punteggio finale, 5-7, 6-3, 6-4, testimonia la capacità della terza testa di serie di ribaltare una partita complicata. Shelton, infatti, si è trovato sotto di un break nel set decisivo, ma ha saputo chiudere il match vincendo cinque degli ultimi sei giochi.
Questo risultato storico segna la sua prima finale a Parigi e riporta un giocatore statunitense all’ultimo atto del torneo per la prima volta dal 2017, anno in cui Jack Sock si aggiudicò il titolo.
La prestazione di Shelton ha evidenziato una notevole crescita e una determinazione incrollabile nei momenti chiave.
La svolta dopo il primo set
Il match ha visto Van Assche aggiudicarsi il parziale iniziale, sostenuto dal pubblico francese, dopo aver ottenuto un break sul 6-5 e aver poi servito con successo per il set. Tuttavia, Shelton, già finalista allo US Open, ha progressivamente alzato il livello del suo gioco, sia negli scambi da fondo campo sia nella gestione dei punti importanti.
Le statistiche della partita sottolineano la sua superiorità: lo statunitense ha messo a segno ben 44 vincenti, superando di 20 colpi l'avversario. Ha dimostrato anche un rendimento solido a rete, vincendo 14 punti su 20 discese.
Dopo aver commesso 17 errori non forzati nel primo set, ne ha registrati solamente dieci complessivi nel secondo e nel terzo parziale, un chiaro segnale di maggiore precisione e controllo.
Il momento decisivo si è verificato nel set finale, quando Shelton si è trovato sotto 3-1. Con grande carattere, ha trovato due break consecutivi, completando la sua rimonta in due ore e 16 minuti di gioco.
La sua analisi post-partita ha rivelato la sua mentalità vincente: “For me, once I get a bead on the serve and I feel like I’m getting looks and putting returns in play and being effective in the rally in the baseline points, I feel like the flood gates are open”. Shelton ha poi aggiunto, esprimendo la sua fiducia: “So once I got the first break and then consolidated with a hold right after, I felt pretty confident that I was going to be able to come up with the goods down the stretch”.
Una stagione da protagonista
Per Ben Shelton, questa è l'undicesima finale in carriera e la sesta stagionale, un dato che lo pone al pari di Jannik Sinner per numero di finali raggiunte nel circuito ATP in questa stagione. È inoltre il primo tennista statunitense da James Blake nel 2006 a raggiungere sei finali ATP in un singolo anno.
Il successo su Van Assche rappresenta anche la sua quindicesima vittoria in carriera dopo aver perso il primo set, a dimostrazione della sua resilienza. In finale, Shelton giocherà per l'ottavo titolo in carriera e per il terzo Masters 1000, affrontando uno tra Carlos Alcaraz o Casper Ruud. Dopo la partita, Shelton ha riconosciuto le difficoltà create dall’avversario, sottolineando la natura impegnativa del confronto.