Le tasse continuano a penalizzare l'Italia,pesantemente. A confermarlo è la stessa Banca Mondiale, che con il report Doingbusiness, mette il Belpaese al 65esimo posto tra gli stati che invogliano oagevolano la creazione e il mantenimento dell'impresa.

A influire pesantemente sul posizionamento disastrosodell'Italia, è proprio la pressione fiscale. Le tasse a cui deve sottostare un'aziendaper portare avanti la sua attività finiscono per prendersi oltre la metà deiguadagni ottenuti.

Insomma, se anche un'azienda ha un discreto giro d'affari,il fisco se ne appropria in buona parte.

E' infatti, secondo il rapporto, pari al 65,8% lapercentuale del profitto ottenuto da versare allo Stato italiano. Una stretta,quella del fisco, a cui chi fa business deve andare incontro, sempre secondo labanca mondiale, 15 volte all'anno.

C'è da dire che anche gli altri paesi europei non sitrovano nella Top Ten.

Basta vedere che la Germania si colloca al 21esimoposto e la Francia al 38esimo, rientrando comunque, a differenza dell'Italia,tra i primi 50.

La pesantezza delle tasse va di pari passo con la loroevasione. L'Italia è infatti in 138esima posizione per quanto riguarda ilpagamento delle imposte, ultima tra i paesi Europei.

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