Con il decreto legge n.69 del 21 giugno 2013 (del Fare) si intendevano dare disposizioni urgenti per il rilancio dell'economia italiana; il 9 agosto, con opportune modificazioni e integrazioni, il decreto fu convertito in legge e di fatto, nei tempi previsti, reso esecutivo.
Tra i tanti articoli e le varie normative previste si vuole richiamare l'attenzione sull'articolo 52, quello che contiene disposizioni per la riscossione dei tributi attraverso Equitalia. Oltre a varie innovazioni è inserita la possibilità di poter presentare istanze di rateizzazione delle cartelle iscritte a ruolo fino a 120 rate contro le 72 attualmente in uso.
"Qualora - recita il testo - il debitore si trovi, per ragioni estranee alla propria responsabilità in una comprovata e grave situazione di difficoltà legata all'attuale congiuntura economica".
Questa è la teoria. In pratica ad oggi il decreto non può essere adottato nelle sedi Equitalia in quanto non sono pervenute le relative circolari operative che consentono al sistema l'attuazione del decreto legge.
Il ministro dell'Economia e della Finanza aveva stabilito l'adozione del testo entro 30 giorni a partire dalla data di entrata in vigore della legge di conversione ed entro nove mesi la presentazione di una relazione sugli effetti di ognuna delle misure previste dall'art.52 ai fini di una puntuale e precisa valutazione della loro efficacia.
Considerando che in questa situazione economica anche i ricchi piangono si può comprendere il danno causato da una tale lentezza per una larga fascia di contribuenti che, pur volendo sanare le proprie pendenze, non può usufruire di una maggiore dilazione che andrebbe ad alleggerire l'importo delle rate già gravato da sanzioni e interessi vari. Si è costretti per ora a sottoscrivere un piano con la rateizzazione massima a 72 rate onde evitare di incorrere in penose misure restrittive che potrebbero essere adottate da Equitalia.