Con l'avvicinarsi della stagione più bella, quando vivere la strada e la città diventa gradevole, è possibile notare la presenza di persone che in gruppo danzano e lottano accompagnati da una strana musica e insoliti strumenti.

Sono gli appassionati che praticano la capoeira, una complessa, variegata e affascinante disciplina approdata in Italia  dal Brasile negli anni Ottanta e presente in tutto il territorio nazionale.

La capoeira è un'arte marziale, una danza, un gioco: le sue origini risalgono al periodo della colonizzazione portoghese del Brasile (intorno al 1600) quando milioni di persone di colore furono comprate in diverse regioni dell'Africa per essere usati come schiavi nelle piantagioni di canna da zucchero e nelle coltivazioni del tabacco.

Questi, accomunati da uno stesso destino, unirono la loro diversità etnica in questa danza simulata per camuffare la loro ribellione e gridare l'esigenza di libertà soffocata e repressa col suono dolce e ritmico del birimbau, tipico strumento a corda che precede il gioco.

Dopo tanti secoli è approdata anche nella nostra cultura: sicuramente ha subito variazioni nella forma e nel motivo d'essere ma mantiene la sua struttura complessa che abbraccia danza, musica e lotta.

La capoeira si svolge all'interno di una roda (cerchio) di persone dove il gruppo si esprime e ogni singolo afferma la propria individualità. Il gioco si svolge alternativamente tra due persone che accompagnati dalla musica e dal canto (rigorosamente portoghese) eseguiti dagli altri membri del gruppo, iniziano questa lotta senza contatto che assume la sinuosità della danza con movimenti circolari che li avvicinano e allontanano in un gioco ritmico di acrobazie.

La capoeira richiede allenamento, disciplina, rispetto delle gerarchie e dell'uso della propria forza. Si gioca dinamicamente con l'avversario: la grazia e l'agilità di un danzatore, la forza e l'astuzia di un guerriero.

I gruppi esistenti portano avanti il loro percorso che è anche una filosofia di vita: sicuramente siamo molto lontani dalla storica schiavitù ma certamente conosciamo altre costrizioni che purtroppo appartengono al nostro tempo.

La capoeira può essere praticata a tutte le età e per la sua metodologia, pratica, costanza e allenamento, senso di appartenenza al gruppo è un valido supporto educativo nelle scuole di ogni ordine e grado.

Essere un capoeirista ti fa essere cittadino del mondo: qualunque sia la destinazione si troverà sempre un gruppo con cui "jogar".

Da segnalare, infine, l'iniziativa della Federazione Italiana Capoeira (F.I.CAP.) che con il progetto "Vamos a Rio 2016" intende promuovere il riconoscimento della capoeira come una nuova disciplina olompica.

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