Come volevasi dimostrare: con labocciatura del Decreto Salva Roma, e lo storno di parte degliaccordi raggiunti tra esecutivo e giunta capitolina, con il nuovoanno la cittadinanza romana dovrà prepararsi ad una vera stangata.Per scongiurare, infatti, il dissesto finanziario della Capitale, perora evitato grazie all'inserimento delle situazioni indifferibilifatte approvare nel bilancio 2013, è assai probabile che per ilbilancio del nuovo anno il sindaco Ignazio Marino si troveràcostretto, nonostante la sua volontà di rinunciarvi come spesso hadichiarato, ad alzare le aliquote addizionali Irpef,dall'attuale 0,9% all'1,2%.

Differentemente dalpassato, è assai probabile ora che la giunta capitolina non potràpiù contare sulle agevolazioni che il commissariostraordinario di gestione, una figura istituita nel 2008 conl'allora sindaco Alemanno, consentiva alla Capitale, sgravandola difatto di buona parte del suo immenso debito, allo stato attuale paria circa un miliardo di euro. Ora che gli aiuti fiscali da parte delloStato centrale verranno meno la giunta Marino, per evitare gli stessi problemi di bilancio anche per l'anno cheverrà, si troverà quindi costretta con ogni probabilità ad alzare le aliquoteaddizionali.

Tuttavia, e qui sta il problema, all'aumento dellealiquote delle addizionali del Comune andrà sommato l'ulterioreaumento dell'aliquota addizionale Regionale, dall'attuale 1,73%al prossimo 2,33%, facendo della Regione Lazio il territorio conl'imposizione fiscale più alta d'Italia: Campania, Calabria eMolise, altre regioni dove le aliquote regionali sono molto alte, sifermano infatti al 2%.

Il risultato matematico, per effetto dei dueaumenti, è quindi una "stangata": nel 2014 i 2,9 milioni dicontribuenti di Roma saranno infatti sottoposti ad un' imposizionefiscale complessiva pari al 3,53%, A ciò si aggiunga il noninvidiabile dato, certificato dagli studi Istat, che circa un milionedi contribuenti dell'Urbe vive con un redditto annuale inferiore ai15mila euro l'anno, ai quali dunque verrà risparmiato l'aumentodelle addizionali; ne consegue che il nuovo regime fiscale graveràquindi sulle spalle dei contribuenti romani con una fascia di redditopiù alta, per i quali si stima che l'incremento dell'imposizione delfisco sarà pari a circa il 40%, probabilmente un aumento delletrattenute senza precedenti nel Paese.

Un contribuente, infatti, con unreddito di 21.911 euro (netto mensile 1.389 e netto annuale 16.608 ),se oggi paga alle casse sia del Comune, che della Regione, circa576,2 euro all'anno, con il nuovo regime fiscale, e con l'aumento dientrambe le addizionali, pagherà al fisco 773,4 euro l'anno;l'incremento quindi sarà di circa 197,2 euro. Ancora più pesantisaranno poi le condizioni per coloro che guadagnano più di 32milal'anno, per i quali è previsto un aumento delle trattenute fiscaliequivalente a circa 608,6 euro di tasse aggiuntive.

Inoltre chidichiara più di 60mila euro l'anno: si rassegni a pagare per ilrisanamento delle casse dell'Urbe e della Regione Lazio circa 2.718euro l'anno solo di addizionali, con un incremento rispetto al 2013di 1.200 euro. Ma c'è di più: non è ancora infatti iniziato ilnuovo anno, che è già allo studio la possibilità di aumentareulteriormente l'aliquota addizionale Regionale anche per il 2015, unapossibilità che, se fosse confermata, farebbe schizzare la pressionefiscale complessiva per i contribuenti romani al 4,53%.

Inconclusione, si stima che nell'arco dei prossimi due anni ognicontribuente medio romano dovrà versare 416,3 euro in più, dai576,2 di quest’anno ai 992,5 del 2015.







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