Dallo scorso 1 gennaio del 2014 è cambiata la tassazione sulle compravendite immobiliari. Tra le imposte soggette al riordino fiscale c'è anche l'imposta di registro il cui importo da pagare in percentuale varia non solo in ragione della destinazione dell'immobile, ma anche in relazione a quello che è il soggetto venditore.



Nel dettaglio, in accordo con quanto reso noto dal CTCU - Centro Tutela Consumatori Utenti, che in merito ha fatto chiarezza, per gli acquisti di case da privato l'imposta di registro varia come segue: la tassa scende al 2%, rispetto al 3% al 31 dicembre del 2013, ma con un minimo di 1.000 euro. Se non è prima casa l'imposta di registro per acquisti da privato, invece, aumenta passando al 9% rispetto al 7% al 31 dicembre del 2013.





Ci sono aumenti dall'1 gennaio del 2014 anche per l'imposta di registro per immobili acquistati da imprese costruttrici entro un termine massimo di cinque anni dall'ultimazione dei lavori. In tal caso, infatti, l'imposta di registro è dovuta in misura fissa ed è pari a 200 euro rispetto ai 168 euro al 31 dicembre del 2013. L'importo pari a 200 euro vale senza distinzioni per la prima casa, per le case dopo la prima e per le abitazioni di lusso.



Se invece l'immobile viene comprato da impresa non costruttrice, o da impresa costruttrice ma dopo cinque anni dall'ultimazione dei lavori, l'imposta di registro è dovuta come segue: il 2% rispetto al 3% al 31 dicembre del 2013 in caso di prima casa; al 9% se non è prima casa rispetto al 7% al 31 dicembre del 2013.