Mancano pochi giorni alla scadenza della Mini #imu, ovvero il conguaglio dell’Imu, e visto l’assalto dei contribuenti presso i patronati ed i Caf convenzionati, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha deciso di rendere note le più frequenti FAQ con le relative risposte e i chiarimenti in ordine anche all’intricato calcolo della mini Imu e della Tares, nonché sulla scadenza e sul pagamento.

Sono state raccolte le domande più ricorrenti che i contribuenti stanno ponendo da ormai diverse settimane agli operatori dei patronati o presso gli uffici tributi dei rispettivi Comuni di residenza ed è stata pubblicata la lista delle Faq contenente i casi e le richieste più frequenti con le relative soluzioni.

Innanzitutto bisogna chiarire che la Mini Imu dovrà essere corrisposta solo ed esclusivamente dai proprietari di prima casa purché sia ubicata in uno dei quasi 2.400 Comuni che hanno innalzato l’aliquota oltre il 4 per mille (precisamente tra il 4 ed il 6 per mille).

I chiarimenti concernono altresì il pagamento della Tares, ovvero la tassa sui rifiuti che, al pari della mini Imu, dovrà essere corrisposta entro il 24 gennaio 2014: dunque la data di scadenza è la stessa per entrambi i tributi, mini Imu e Tares. Il pagamento della mini Imu e della Tares deve essere effettuato entro il 24 gennaio 2014, con la differenza che per la Tares il Comune invierà a casa dei contribuenti il bollettino postale (o in alcuni casi il modello F24) precompilato, mentre per il calcolo della mini Imu conviene rivolgersi ad un patronato.

Sull’importo della Tares, il Ministero in una delle Faq chiarisce che l’art. 5, comma 4, del decreto legge n. 102/2013 stabilisce che il Comune invierà direttamente il bollettino prestampato con la maggiorazione dello 0,30 centesimi per ogni metro quadrato. Inoltre, cosa importante è che se i Comuni non inviano i bollettini prima della scadenza in modo da permettere ai cittadini di riuscire a pagare entro il 24 gennaio, chi pagherà in ritardo per causa imputabile all’inerzia del Comune non dovrà pagare né interessi né sanzioni (art. 5, comma 4 bis del D.l. 102/2013).

A confermarlo è anche lo Statuto dei diritti dei contribuenti, contenuto nella L. 2.

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212/2000, in base al quale ai contribuenti non possono essere irrogate le sanzioni o gli interessi di mora a causa di ritardi o errori dovuti alla pubblica amministrazione (art. 10).