Debutterà in Senato la nuova idea del Governo con un decreto legge. Sarà abolita la seconda rata dell'Imu e i comuni avranno la possibilità di aumentare la Tasi, la tassa sui servizi indivisibili. Il governo va incontro ai sindaci, quindi, che chiedono più risorse, riservando loro la facoltà di aumentare la Tasi dal 2,5 al 3,5 per mille sulla prima casa e dal 10,6 all'11,6 per mille sulla seconda. Contestualmente, i primi cittadini dovranno, però, stabilire detrazioni a favore delle famiglie più povere.



Polemiche da parte di Scelta Civica, che minaccia di non votare il decreto qualora vi siano nuovi aumenti per i cittadini. Sul piede di guerra anche i piccoli proprietari che attraverso Confedilizia fanno sapere di non gradire il provvedimento del governo.

La scadenza resta fissa al 16 gennaio qualora i comuni non decidano di spostare la data, restano alla finestra i cittadini ancora non in grado di capire quando e come pagheranno.

Sempre ferma, invece, la questione della mini Imu in scadenza il 24 gennaio: alcuni sindaci, guidati dal ravennate Fabrizio Matteucci, propongono al governo la sostituzione con un prelievo "una tantum" sul gioco d'azzardo ma il ministro Del Rio, sul tema, da una parte apre ai sindaci e dall'altra si mostra molto scettico sulla possibilità di riuscita, dichiarando che è molto complicato cambiare le norme in corsa.