L'art. 1, comma 639, della legge 147/2013 ha istituito, a decorrere dall'anno d'imposta 2014, la #Iuc (imposta unica comunale). In realtà sembra Cerbero a difesa delle casse comunali e statali con le sue tre teste:

  • #imu (imposta Municipale Propria), dovuta dal possessore d'immobili, escluse le abitazioni principali;
  • #Tasi (Tributo per i Servizi Indivisibili), riferita ai servizi indivisibili forniti dai Comuni;
  • TARI (Tassa Rifiuti), finalizzata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.

Trattasi di una norma quadro che lascia ai Comuni ampia facoltà di disciplinare la materia, stabilendo aliquote e detrazioni.

Le amministrazioni comunali, anche per motivi elettorali, ancora non hanno tutte emanato i regolamenti e fissato le aliquote per TASI e IMU.

I Comuni che hanno disciplinato la materia hanno sciolto le briglie alla loro fertile fantasia, dando vita a una selva oscura dentro la quale è difficile districarsi per chi possiede immobili in Comuni diversi. Tutto a vantaggio di CAF e commercialisti ai quali certamente giova la complessità della normativa, in termini di numero di clienti, anche se anche per loro aumentano le incombenze.

Ovviamente il proliferare di una normativa di secondo livello così variegata determina sperequazioni territoriali tra cittadini che, pur possedendo immobili con uguale rendita catastale, si trovano a dover pagare somme diverse.

Abbiamo preso in considerazione le delibere di Napoli e Salerno.

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Napoli ha stabilito un'aliquota TASI del 3,3 per mille sulle unità immobiliari adibite ad abitazione principale. Dall'imposta calcolata si detraggono € 150,00 per unità immobiliari con rendita catastale fino a € 300,00; € 100,00 per rendite oltre € 300,00.

Salerno ha deliberato un'aliquota TASI del 3,3 per mille, sempre sulla rendita dell'abitazione principale, ma con detrazioni diverse. Infatti, si detraggono € 200,00 per immobili con rendita fino a € 350,00, € 100,00 per immobili con rendita da € 350,01 a € 750,00, e € 0 per immobili con rendita superiore a € 750,01.

L'algoritmo del calcolo della TASI (e dell'IMU) è il seguente: TASI = (valore catastale x 1,05 (rivalutazione del 5%) x 160 (rivalutazione Monti) x aliquota (nel nostro caso 3,3/1000) - detrazione (stabilita dal comune per la Tasi).

Ipotizzando un immobile adibito ad abitazione principale, del valore catastale di € 1.000,00, a Napoli si dovrà pagare una TASI annuale di € 454,40, a Salerno si dovrà pagare una TASI ben più alta di € 554,40.

Se invece si ipotizza una rendita di € 349, sempre per abitazione principale, a Napoli si dovrà pagare una TASI di € 93,00, mentre a Salerno l'immobile sarà esente giacché con le detrazioni di € 200,00 il calcolo è negativo.

Senza volere esprimere giudizi politici, appare evidente che l'imposta sulla casa di abitazione oltre che odiosa finisce per essere anche ingiusta e discriminatoria per la sua disomogeneità sul territorio.