Si avvicina il 16 ottobre 2014, data di scadenza per il pagamento della prima rata della #Tasi in quei Comuni dove non si è pagata a giugno. Ecco una piccola guida su come effettuare il calcolo dell'importo da pagare entro la metà del prossimo mese. Innanzitutto bisogna reperire la delibera comunale in cui sono stabilite le aliquote per la prima e seconda casa senza le quali è impossibile effettuare il calcolo. Le delibere possono essere trovate facilmente sul sito del Dipartimento delle finanze del Ministero dell'Economia. Una volta in possesso della delibera, e delle relative aliquote, è possibile procedere con il calcolo della Tasi seguendo i seguenti passi.

Moltiplicare per il 5% la rendita catastale dell'immobile riportata nella visura catastale, la cifra che si ottiene va moltiplicata per il coefficiente relativo all'immobile, che varia in base all'accatastamento dell'immobile (per tutto gli immobili di classe A e C/2, C/6 e C/7 il coefficiente è 160; per il gruppo catastale B e le categorie C/3, C/4 e c/% il coefficiente d moltiplicare è 140; per la categoria A/10 il coefficiente è 80; per il gruppo catastale D il coefficiente è 65; per la categoria D/5 il coefficiente è 60; per la categoria C/1 il coefficiente è 55). All'imponibile ottenuto da questo calcolo si potrà, quindi, moltiplicare l'aliquota imposta dal proprio Comune. Una vlta finito il calcolo potrete sottrarre le detrazioni spettanti. Si ricorda che per le aliquote per la prima casa, esse non possono superare il 2,5 per mille, ma che soltanto per il 2014 possono essere aumentate di 0,8 punti se si prevedono detrazioni specifiche per i proprietari di immobili.

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Per le altre abitazioni diverse dalla prima, le aliquote possono, invece, arrivare fino all'11,40 per mille poichè alla Tasi si somma anche l'Imu. Quando si effettua il calcolo della rata della Tasi si raccomanda di tenere presente i mesi di possesso dell'immobile e, per quanto riguarda la seconda casa, è bene ricordare che una parte dell'imposta, se l'immobile è locato, spetta all'inquilino (una quota che varia dal 10 al 30%).