Il dominio assoluto di Tadej Pogačar nel ciclismo moderno sta spingendo gli organizzatori delle grandi corse a ridisegnare i propri regolamenti. L’ultima clamorosa novità arriva direttamente dall'ASO (Amaury Sport Organisation): per il Tour de France, che scatterà il prossimo 4 luglio da Barcellona, sono state introdotte profonde modifiche al sistema di assegnazione dei punti con un obiettivo non troppo velato, ovvero impedire allo sloveno di fare sua anche la storica maglia verde della classifica a punti.

Il precedente che ha fatto scattare l'allarme

Dodici mesi fa, Pogačar cannibalizzò la Grande Boucle portando a casa la maglia gialla e la maglia a pois di miglior scalatore. Solo Jonathan Milan riuscì a negargli uno storico "triplete" di maglie che al Tour manca dai tempi di Eddy Merckx nel 1969. Il velocista friulano vinse la classifica a punti, ma lo sloveno – pur curando esclusivamente la classifica generale – gli arrivò vicinissimo, chiudendo al secondo posto a sole 78 lunghezze di distacco.

Una situazione che ha spinto gli organizzatori a correre ai ripari per evitare che un corridore di classifica possa monopolizzare l'intera premiazione di Parigi, togliendo motivazione e visibilità ai velocisti puri.

Il nuovo regolamento: pioggia di punti nelle tappe piatte

Secondo quanto trapelato dai regolamenti distribuiti alle squadre (e anticipato da Sporza), la rivoluzione si concentrerà esclusivamente sulle 7 tappe classificate come "piatte" (nello specifico le frazioni numero 5, 7, 8, 11, 12, 17 e 21). I punteggi per gli arrivi di montagna, delle frazioni collinari e delle cronometro rimarranno invece invariati.

Le modifiche nel dettaglio:

  • Vittoria di tappa: Chi vincerà una frazione pianeggiante intascherà ben 70 punti, contro i 50 previsti dal vecchio regolamento.

  • I piazzamenti: Il secondo classificato salirà da 30 a 50 punti, mentre il terzo passerà da 20 a 40 punti.

  • I traguardi volanti raddoppiano: ASO ha varato il più grande stravolgimento degli ultimi 15 anni introducendo due sprint intermedi in ognuna delle 7 tappe pianeggianti, anziché uno solo com'era consuetudine dal 2011.

Facendo una simulazione matematica sulle prestazioni dello scorso anno, con questo nuovo sistema Milan avrebbe guadagnato ben 80 punti extra a fronte dei soli 19 in più raccolti da Pogačar, mettendo la maglia verde matematicamente al sicuro dalle grinfie del fuoriclasse della UAE Team Emirates.

Una norma che non piace a tutti

Se l'intento è blindare la maglia per gli sprinter puri, la scelta sta già facendo discutere il gruppo. Quest'anno Jonathan Milan non difenderà il titolo, lasciando i gradi di capitano in casa Lidl-Trek a Mads Pedersen. Il forte corridore danese, che punta a conquistare la maglia dei punti in tutti e tre i Grandi Giri, ha storto il naso davanti al nuovo roadbook che favorisce i velocisti puri piuttosto che quelli più completi come lui:

"Penso che ASO volesse assicurarsi la vittoria di un velocista puro quest'anno. Hanno messo molti sprint intermedi all'inizio delle tappe o prima delle grandi montagne, aumentando i punti nei giorni da volata di gruppo. Questo non è proprio a mio vantaggio, ma ci proveremo lo stesso: dovrò fare punti dove i grandi velocisti non riescono a farne".

Resta il fatto che la "soluzione anti-Pogacar" è ufficialmente servita. Basterà a fermare la fame insaziabile del campione del mondo? La risposta sulle strade del Tour a partire dal 4 luglio.