La Legge di Stabilità 2015 del Governo Renzi è legge, ma rimarrà la scure sugli italiani dell'aumento dell'Iva per i prossimi anni. L'Iva del 10%, infatti, aumenterà al 13% nei prossimi tre anni e quella del 22% arriverà al 25,5% se, nel frattempo, il Governo Renzi non sarà in grado di emanare provvedimenti normativi che assicurino maggiori entrate o maggiori risparmi di spesa pubblica. Insomma, su quasi la totalità dei prodotti che gli italiani acquistano, più di un quarto del prezzo sarà rappresentato dall'Iva: una vera e propria mannaia, altro che risparmio di tasse per 18 miliardi di euro. L'operazione salvaguardia sarà definitivamente approvata oggi alla Camera: con l'aumento dell'Iva l'operazione avrà un valore complessivo di 53 miliardi di euro.

Legge di Stabilità 2015, Governo Renzi: aumento Iva e quando entra in vigore la salvaguardia

L'entrata in vigore delle misure di salvaguardia della Legge di Stabilità sarà a partire dal 1° gennaio 2015 con traguardi da raggiungere in termini di spesa pubblica e di risparmi: dunque, sia la spending review che il riordino delle agevolazioni e delle detrazioni dovranno essere centrati. Riguardo a quest'ultimo obiettivo, l'aumento dell'Iva avverrà nel caso in cui entro il 15 gennaio del 2016, il Governo italiano non riuscirà a ridurre detrazioni ed agevolazioni in modo da generare un risparmio per le casse dello stato di 3 miliardi e 272 milioni di euro per il 2016 e di 6 miliardi e 272 milioni di euro per il 2017.

E, in queste ipotesi, scatteranno le clausole di salvaguardia con l'aumento dell'Iva che sarà pagata, senza distinzioni di reddito, da tutti i cittadini italiani: un po' come successo in questi giorni con l'aumento dell'Iva sul pellet di legno, utilizzato dalle famiglie per risparmiare sul riscaldamento, che ha subito un aumento dal 10 al 22%.

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Da questo aumento alle casse dello Stato entreranno 96 milioni di euro.

Insomma, la Legge di Stabilità continuerà a scatenare polemiche per come è stata strutturata: la misura degli 80 euro, confermati a fasce di lavoratori dal reddito medio, non solo verranno tolti "con l'altra mano" tramite le tasse, ma verrà finanziata con il gettito fiscale a carico di tutti i cittadini. Anche i pensionati che guadagnano un terzo di chi riceverà gli 80 euro, pagheranno la sciagurata scelta dei beneficiari della misura che non ha smosso nemmeno i consumi, obiettivo dichiarato da Renzi, ma non centrato.