Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ammette l'errore per quanto riguarda la questione relativa all'aumento della tassazione nel regime dei Minimi delle partite Iva. L'ammissione da parte del Premier italiano è avvenuta in diretta Tv su La7 nel corso di un'intervista durante il programma "Le Invasioni Barbariche". Renzi ha parlato del fatto in questione definendolo come l'autogol più clamoroso fatto finora dal suo governo. Errore sul quale ovviamente il Presidente del Consiglio ha promesso un intervento immediato. La domanda su questo argomento era giunta dalla redazione di Radio Shock, la radio dei pazienti del centro di salute Mentale di Piacenza.

Il problema è quello relativo al fatto che la tassazione per il regime minimo delle partite Iva è triplicato passando dal 5 al 15% con grande disappunto delle associazioni di categoria che parlano di imposizione insostenibile per un settore già gravato da numerosi altri problemi. Tra l'altro al momento tale regime si applica solo alle partite iva che guadagnano meno di 15 mila euro l'anno, limite che prima era molto più esteso. Renzi su questo argomento ha promesso modifiche fin dal giorno successivo all'approvazione della Legge di Stabilità che ha introdotto la novità. Anche il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti mercoledì scorso ha promesso modifiche immediate alla norma di concerto con il Ministero dell'Economia.

A questo punto al di là delle promesse ci si chiede come il Governo realmente intenda muoversi.

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Il presidente della Commissione Lavoro della Camera Cesare Damiano ha fornito una soluzione. Secondo il Deputato del Pd per risolvere il problema basterebbe appoggiare un emendamento che il Pd presenterà nel cosiddetto Milleproroghe che prevede il blocco al 27% dell'aumento previsto dei contributi previdenziali che riguardano le partite Iva con gestione Inps separata. Gli appelli al ripensamento della norma si sprecano in tutti gli schieramenti politici. Occorre vedere come e se il governo realmente si muoverà per modificare il nuovo regime dei minimi, il quale non è più così conveniente rispetto a quello ordinario.