A novembre del 2014 si è registrato il prevedibile record di aperture di partite Iva. Ipotizzato dopo il clima di malcontento diffusosi nell'ultimo trimestre dello scorso anno per la presentazione della legge di stabilità 2015 e del nuovo regime forfettario, voluto dal premier Renzi in sostituzione di tutti i regimi agevolati preesistenti (quello delle nuove iniziative produttive e quello dei contribuenti minimi) e adesso ufficialmente entrato in vigore dal 1° gennaio, si è effettivamente verificato il boom di nuove partite Iva aperte in anticipo per non perdere l'ultima chance da "contribuente minimo".

A confermarlo, i dati diffusi ieri dal Ministero dell'Economia e Finanze che documentano come nello scorso mese di novembre l'apertura di nuove partite Iva abbia subito un incremento del 15,5% rispetto allo stesso periodo del 2013, per un totale di 38.351 nuove aperture, di cui il 71,7% riferito a persone fisiche.

Tutto giustificato dalla volontà di "assicurarsi" l'ormai superato regime dei contribuenti minimi (Regime fiscale di vantaggio per l'imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità, previsto dall'art 27, commi 1 e 2 del Dl n. 98/2011) con la tassazione ad aliquota al 5% per il quinquennio di attività (o, ad oltranza, fino al compimento del 35esimo anno di età), in alternativa al regime introdotto dal governo Renzi, decisamente meno attraente se si tiene conto dell'aliquota del 15% a cui saranno assoggettati ricavi e compensi.

Gli annunci si sono così tradotti in azione, al punto da indurre, secondo i ben informati, a più di una riflessione Renzi e il ministro dell'Economia Padoan. Pare infatti che il premier stia lavorando ad un primo intervento correttivo, sia per allinearsi alle normative europee, sia per andar incontro alle richieste giunte a gran voce da ordini ed associazioni, in particolare dai professionisti, categoria maggiormente penalizzata dalla riforma.

I migliori video del giorno

Il tetto di ricavi di 15mila euro fissato come requisito per usufruire del regime agevolato introdotto rappresenta infatti una soglia talmente bassa da tagliar fuori gran parte degli esercenti attività professionale.

Le correzioni annunciate da Renzi potrebbero far parte del decreto "Investment compact" che è previsto in discussione nel Consiglio dei Ministri del 20 gennaio. Nel frattempo, l'Agenzia delle Entrate ha reso noto che coloro che si accingono ad  aprire la partita Iva in questi giorni e intendono avvalersi del nuovo regime forfetario, possono esprimere la scelta selezionando nel modello AA9/11 il riquadro che era relativo al vecchio regime dei contribuenti minimi, ciò in attesa della predisposizione e presentazione della modulistica adeguata alla nuova normativa.